Riparte l’Altra Sinistra

L’altra sinistra si rimette in moto. Un po’ per l’imminenza di appuntamenti importanti quali le prossime scadenze elettorali, un po’ alla luce degli ultimi accadimenti nazionali e locali che stanno scuotendo gran parte dell’elettorato di sinistra, per fine settimana sono previsti almeno due appuntamenti che potrebbero riavviare i motori d’una politica che non ci sta a farsi omologare. Sabato all’Università della Calabria dibattito sulla Sinistra euromediterranea, sempre sabato a Reggio Calabria riparte Progetto Calabrie: la contemporaneità delle due iniziative stride un po’ in termini di coordinamanto e sovrapponibilità (anche di concorrenzialità?), ma tant’è… Sullo sfondo della pratica Consorte che sta turbando il popolo della sinistra, in Calabria c’è un gran da fare circa le liste e la questione al comune di Cosenza: tutto e solo nel recinto dei partiti, all’interno di organismi e apparati. A Napoli, personalità quali Aldo Masullo, Biagio De Giovanni, Gerardo Marotta hanno pubblicamente espresso forte contrarietà nel procedere nella scelta del candidato sindaco e dei candidati al Parlamento secondo i soliti schemi a incastro fra i partiti, pronti a dosare questa e quella poltrona, concludendo che loro non andranno a votare. Lo sciacallaggio del Giornale, secondo Cossiga con l’accorta regìa di Tremonti, e l’inesistenza di atti di rilievo giudiziario da parte dei vertici diessini ma la sussistenza d’un eccesso di sindrome di complottismo e soprattutto la disinvoltura con cui ci si è mossi per entrare nei salotti della finanza stanno creando scompiglio tanto nella base del partito quanto fra alleati e nei commenti sulla stampa. Qui, non si tratta di dissentire nei confronti di chi vuole esercitare con pienezza funzioni di governo e primato della politica anche verso meccanismi economico-finanziari, che sono è ben noto determinanti, né di scandalizzarsi più di tanto per quanto riguarda aspetti di collateralismo. Quello che disturba è l’aver sposato in toto, dopo la caduta del muro, l’opzione mercato tout-court, quello che stupisce è aver puntato tutto su un’idea di ricchezza, e di arricchimento, non stemperata da approcci di sobrietà e misura, come dice Bassolino, buttando alle ortiche, nel nanismo della politica e dei partiti, ogni valore di solidarietà e di giustizia sociale, come ricorda Ruffolo. Né si può puntare sul direttore del Sole 24 ore per il sindaco di Milano, “utilizzare” Montezemolo per criticare Berlusconi, e poi additarli come espressioni dei poteri forti che vogliono decapitare i Ds, chè con i prossimi assetti economici sarebbero di troppo e scomodi. Ma, ricordate?, si voleva contrastare la Fiat e Agnelli con Colannino e poi è andata come sappiamo… , né ciò è servito per evitare errori così clamorosi. Così si possono combattere il capitalismo delle grande famiglie e i poteri forti? Così si può rinvigorire e ammodernare, da sinistra, il capitalismo italiano? Le questioni sono altre, e tutte di segno politico, se pure e purtroppo all’interno di una competizione Margherita-Ds che Prodi stenta a governare e che può portare a fenomeni di vera e propria lotta fratricida e suicida. Le questioni sono la mission di un partito della sinistra riformista, la sua idea dell’economia, il suo insieme di valori, il suo voler o non voler comprimere spazi reali di democrazia partecipata, il suo sapersi muovere nell’individuazione di alleati e forze su cui fare leva. In un’Italia, un’Europa, che sono alle porte di nuovi equilibri che necessitano di governance abili ed efficienti, in una situazione mondiale che ha tutti aperti i fronti del conflitto est-ovest e una Cina sempre più aggressiva. Le risposte da dare devono essere di tutt’altro tenore rispetto a qauelle difensive e complottiste date finora: i tempi e la cultura politica per farlo ci sono, quel che occorre è un salto di mentalità. Da noi, come altrove, si parla di possibile lista unitaria anche al Senato, mentre non sono affatto sopìte le tentazioni di Prodi di fare liste civiche da lui e a lui ispirate: come andrà a finire? E’ difficile dire, al momento, e in questa discussione s’incuneano soluzione della crisi a Cosenza, tatticismi, furberie e doppi giochi di forze e forzette del centrosinistra, passaggi di casacca eccetera. Ma la crisi a Cosenza può essere risolta dal fatto che al Comune si voti prima o dopo le politiche, così che c’è chi può fare l’una e l’altra cosa? Può essere risolta per piazzare o no al Parlamento quell’esponente o quell’altro della Margherita? Dal gioco delle tre carte, insomma, mentre il cinema Italia a Cosenza ci consegna una folla in tripudio per una parte, sorniona e disincantata dall’altra, nell’impotenza tattico-strategica dei partiti, di questi partiti. E allora risultano del tutto ovvie le ripartenze di sabato prossimo. Certo, con alcuni scheletri negli armadi, specie per quanto riguarda Progetto Calabrie, mentre per l’iniziativa di Arcavacata staremo a vedere, sperando si faccia tesoro dei clamorosi errori compiuti da associazioni, sigle e movimenti vari che hanno finito per rafforzare, oggettivamente, i partiti esistenti non rapresentando in alcun modo un’offerta politica praticabile per l’elettorato. Vedremo che cosa uscirà dalla convention di Reggio Calabria di rilancio di Progetto Calabrie: due-tre sommessi suggerimenti. Evitare commistioni opportunistiche con chi si vuole correggere; rifuggire da ambizioni personali e quindi da automatismi sostituistici; perseguire l’obbiettivo, difficile, di unificare la galassia associazionistica, setacciando la crusca dalla farina. E’ poco, è troppo? Forse tutt’e due le cose contemporaneamente: in ogni caso, per l’ennesima volta, si cerchi di non sprecare un’opportunità importante.Massimo Veltri