RITORNIAMO E ATTENIAMOCI AI FATTI!

Nell´analisi delle vicende più recenti relative alla Procura di Catanzaro occorre attenersi ai fatti, magari andando a ritroso.I Fatto: Tre magistrati e, nell´ordine, i dott.ri De Magistris, Bruni e Greco sono stati allontanati dall´inchiesta “Why Not”, anche se con modalità differenti e, negli ultimi due casi, con motivazioni, all´apparenza, formalmente corrette.II Fatto: al dott. De Magistris sono state sottratte, per non dire “scippate”, in rapiddissima successione, ben due delicatissime inchieste(“Poseidone” e “Why Not”) e, indirettamente, una terza(“Toghe lucane”), in tempi ristrettissimi e con un´attuazione ed esecuzione di provvedimenti dalla repentinità e immediatezza a dir poco inusitate, se non sconosciute, alla faraginosa, arretrata, quanto lentissima macchina burocratico-giudiziaria italiana.III Fatto: lo stesso Pm Luigi De Magistris e le sue inchieste sono stati oggetto continuo di innumerevoli interrogazioni e interpellanze parlamentari di vario orientamento politico,di ravvicinate ispezioni ministeriali, di reiterate fughe di notizie “ad hoc” e ad orologeria, il che non si è verificato nei confronti di altri magistrati del tutto silenti, distratti e scarsamente efficienti ed efficaci, che pure hanno guidato e lavorato per decenni nella stessa Procura di Catanzaro e continuano a farlo.IV Fatto: il Tribunale del Riesame di Catanzaro(nei confronti del quale non sono mai state predisposte ispezioni e controlli)e dotato di Presidenze particolarmente sensibili e zelanti, ripetutamente, ha ostacolato le indagini del dott. De Magistris, dichiarando, tra l´altro, illegittimo e revocando il sequestro di documenti, utilissimi alle indagini in corso, avvenuto nel corso di perquisizioni in studi e abitazioni di indagati, bloccando, in sostanza, per quasi un anno il lavoro degli inquirenti, fino a quando la Corte di Cassazione, a cui ha fatto ricorso il Pm De Magistris, ha severamente censurato quell´atto di revoca compiuto dallo stesso Tribunale della Libertà, dichiarandolo improprio e illegittimo; ma, a quel punto, il danno alle indagini era compiuto.V fatto:Durante la vacanza della Procura generale di Catanzaro e quindi in una fase di transizione, per i sistematici ritardi accumulati nelle nomine dei posti rimasti scoperti nelle varie Procure da parte del CSM, il Procuratore generale facente funzioni, dott. Dulcino Favi, ha revocato l´inchiesta “Why Not” al Pm De Magistris, avocandola alla Procura Generale con motivazioni insufficienti e scarsa trasparenza. Sarebbe utile, a questo punto, andarsi a rileggere un´interrogazione parlamentare, presentata il 17 Gennaio 1989 dagli on.li MELLINI, VESCE, RUTELLI E CALDERISI che aveva per oggetto l´attività svolta dal medesimo dott. Dulcino Favi(Vedi Atto Parlamentare n.26075. http://legislature.camera.it/_dati/leg10/lavori/stenografici/sed0234/sed0234.pdf (PAGINE 127 e seg.).VI Fatto: l´allora Guardasigilli, on.le Mastella, è stato responsabile di un atto, quale la richiesta, inoltrata al CSM, di trasferimento d´urgenza e quindi immediato del dott. De Magistris dalla Procura di Catanzaro, quanto meno anomalo se non illegittimo,(poiché esso ha un carattere di eccezionalità e straordinarietà che, allo stato, era del tutto inesistente) e che, non a caso, Il CSM non ha ritenuto di adottare e fare proprio.VII Fatto: intercettazioni telefoniche, dal contenuto inquietante e minaccioso, trasmesse anche nell´ambito di Programmi della Rai, a carico di utenze risalenti a prestigiosi e autorevoli figure istituzionali, come quella dell´ex Presidente della Giunta regionale calabrese, nonchè ex-magistrato, dott. Chiaravalloti hanno evidenziato un accanimento persecutorio contro il dott. De Magistris dai risvolti penalmente rilevanti, poiché evocavano esplicitamente il ricorso alla camorra per la sua eventuale eliminazione.VIII, Illustri rappresentanti del foro calabrese e perché no nazionale, coinvolti nelle inchieste, si sono esercitati, pubblicamente, in attacchi durissimi contro il Pm De Magistris, accusandolo di sistematiche violazioni del segreto istruttorio e di conduzione irregolare di indagini e inoltre, rimproverando e censurando il mancato intervento da parte dell´allora Procuratore Capo, dott. Lombardi,di avocazione delle indagini, rivelando così anche di possedere capacità divinatorie, poichè la loro richiesta sarebbe stata puntualmente soddisfatta, a breve termine, anche se con motivazioni forzate.A monte di tutti i fatti elencati, tuttavia, emerge in tutta la sua evidenza un indiscutibile e indubbio riscontro oggettivo e palese: la Calabria ha goduto di inesauribili fiumi di fondi pubblici regionali, statali ed europei, che ammontano a miliardi e miliardi di Euro, in decenni di finanziamenti erogati e in alternanza speculare di governi locali e nazionali di Centro-Destra e di Centro-Sinistra. Tali fondi strutturali avrebbero potuto rendere la nostra Regione addiruttura una nuova Florida o Califormnia,ma si sono dissolti nel nulla o quasi, portando il territorio all´attuale degrado generale e diffuso, che anche considerando l´attuale crisi economica e l´introduzione del federalismo( che in Sé costituisce una riforma necessaria) potrebbe risultare irreversibile.Esistono indubbiamente delle responsabilità ai vari livelli e che coinvolgono tutti i comparti, produttivi, politico-istituzionali, finanziari, amministrativi, giurisdizionali, compresi gli organi di controllo, le forze dell´ordine e via dicendo.A conclusione, vorrei esercitarmi anch´io in una previsione a breve termine: in Calabria sta per esplodere un´emergenza rifiuti ancora più grave di quella napoletana e che non si collega solo al caso Crotone o Reggio Calabria, ma ha dimensioni ben più estese e gravi e interessano l´aria, le falde acquifere, il mare e tutte quelle risorse naturali di cui si è fatto sistematico scempio in tutti questi decenni.Si apriranno così nuovi filoni di indagine sotto la guida di altri magistrati delle varie Procure interessate e non si potrà contnuare a coprire, a insabbiare, a depistare, a delegittimare ancora una volta…Certamente non sarà possibile sempre spostare magistrati, avocare inchieste, orchestrare campagne di discredito e isolare i responsabili di indagini politicamente sensibili…