“Roba Nostra“. Un libro “magico”,

Un libro “magico”, dove si racconta storie di soldi, politica, giustiza e mille altre belinate!“Belinate“, che attraversano il nostro Paese e lo hanno portato dove ben si sà!Andiamo a leggere di questo stupendo libro edito da Il Saggiatore, ma con una prodigiosa presentazione!La “preziosa” prefazione di Marco Travaglio!FratelMaghetto, ringrazia MicroMega per l’avviso di questa NewsLetteraria odierna!E con l’aiuto coreografico, di un bel “BluCielo”, solo uno stralcio della splendida e sempre decisamente presentazione professionale, che può dare solo Marco Travaglio, con la sua penna. Una Penna Libera!In calce poi il link da Micromega, ove dilettarsi a leggere questa…ma si chiamiamola “fiaba”…Roba Nostra di Carlo Vulpio è un mirabile affresco di questo Paese alla rovescia, un’appassionata radiografia di quel che non va e del perché non va. Non condivido alcuni suoi giudizi, per esempio sull’imparzialità del pool Mani Pulite o sul caso Petruzzelli, ma questi ormai sono dettagli. Il suo libro ha il pregio di collegare i fili della recente storia politica, giudiziaria, affaristica ed editoriale. Alti e bassi, magistrati che passano le loro giornate a sabotare le indagini dei pochi colleghi che lavorano bene, nel silenzio di una corporazione sempre più imbalsamata nelle sue decrepite correnti.Politici che infilano mogli, figli, figliastri, portaborse e amanti nelle società finanziate col denaro pubblico che essi stessi erogano e incassano, facendo di Cetto Laqualunque un pericoloso dilettante. Parlamentari e ministri che si difendono dai processi anziché nei processi, esportando a 360 gradi il modello berlusconiano. Giornalisti che si voltano dall’altra parte, ben felici di farsi imbavagliare, anzi di prevenire gli ordini superiori con l’autocensura. Imprenditori, anzi prenditori, che non hanno mai conosciuto il libero mercato e vivono appesi alle sottane del potere in attesa di un favore, un finanziamento, una spinta. Controllori che si confondono con i controllati, poteri e contropoteri che si miscelano e convivono in un unico grande blob caramelloso, fraternizzando nelle stanze di compensazione delle massonerie ufficiali e ufficiose e dei comitati d’affari che si fanno scudo col papa e il padreterno.Ci sono storie comiche, come quella dei bachi da seta parastatali che non han mai prodotto un filo di seta, ma hanno ingrassato tasche eccellenti. E storie tragiche, come quella della ragazza scomparsa Elisa Claps e dei fidanzatini di Policoro morti ammazzati, frettolosamente sepolti sotto coltri di sabbia da magistrati tutt’altro che incompatibili, anzi compatibilissimi con l’ambiente politico, giudiziario, affaristico.Perché – come dimostra Carlo Vulpio – cadono le repubbliche, cambiano le maggioranze, ma le differenze fra destra e sinistra evaporano. Quel che non è riuscito a fare Berlusconi lo fa Mastella e quel che non è riuscito a fare Mastella lo farà Berlusconi. Non che destra e sinistra siano uguali: sono complementari. Il Cavaliere aveva sbagliato tutto, quando pensava di vincere la guerra contro la giustizia attaccando la magistratura: bastava blandirla, la magistratura, comprarsela a suon di incarichi e inviti alla pacificazione, come insegna la pax mastelliana. Normalizzare la magistratura non contro i giudici, ma d’accordo con i giudici. In fondo, come diceva Leo Longanesi, in Italia le rivoluzioni si fanno d’accordo con i carabinieri. Funziona molto meglio e non protesta nessuno.