Saccà ammette su Berlusconi

Saccà ammette. E si difende: a Berlusconi ho anche detto tanti noNatalia LombardoChe Agostino Saccà, potente direttore di RaiFiction, sia vicino a Silvio Berlusconi è cosa nota: lui stesso disse con orgoglio che tutta la sua famiglia ha votato da sempre Forza Italia. Ieri, dalle pagine di Repubblica, è partita una vera «bomba»&#59 se i contenuti venissero confermati dalle carte processuali richieste dalla Rai, Saccà potrebbe essere sospeso dal suo incarico come è avvenuto per Deborah Bergamini (sempre di conflitti d&acute&#59interesse si tratta, di un dirottare «l&acute&#59attenzione verso un leader politico», dicono ai piani alti di Viale Mazzini).Saccà non è indagato ma si ritiene, dicono negli ambienti a lui vicini, «oggetto di tentata corruzione»&#59 avrebbe però fatto da tramite con «l&acute&#59amico Fuda» per convincerlo a fare «un&acute&#59assenza» dall&acute&#59aula di Palazzo Madama, a compiere una distrazione fatale per il governo Prodi, con ampie promesse di ricompensa al prossimo giro elettorale.Nelle stanze di RaiFiction in effetti non si smentisce nulla, ma si tende a far prevalere la tesi dei «tanti no detti a Berlusconi». Sull&acute&#59aspetto meno rilevante delle raccomandazioni, l&acute&#59eterno peccato che a Viale Mazzini non fa troppa impressione. Quelle «segnalazioni» che l&acute&#59ex premier avrebbe fatto all&acute&#59amico Agostino. I «no» pronunciati dal direttore sarebbero quelli alle parti da assegnare alle quattro attrici «segnalate» da Silvio: Elena Russo, Evelina Manna, Antonella Troise, Camilla Ferranti (che sarebbe la figlia di un medico molto vicino all&acute&#59ex premier, secondo un testimone). Nomi che il direttore Saccà avrebbe fatto vagliare con dei normali «provini» dalle strutture adepte&#59 poi, magari perché non adatte al ruolo, le ragazze non hanno superato la prova. Nessun contratto alle attrici, precisa il legale di Saccà «dopo le segnalazioni dell&acute&#59on Berlusconi». Il quale, (come conferma tra il serio e il faceto lui stesso) avrebbe segnalato anche tre o quattro uomini, tutti bocciati ai provini… La Manni, secondo quanto scritto dal quotidiano in base alle intercettazioni, «mi è stata segnalata da un senatore del centrosinistra che mi può essere utile per far cadere il governo», avrebbe detto il cavaliere a Saccà. La ragazza in questione avrebbe ottenuto una parte grazie al produttore, dicono a Rai Fiction. Agostino Saccà è calabrese come Pietro Fuda, il senatore corteggiato da Silvio. Il direttore di RaiFiction non sembra nascondere neppure questo contatto (come se fosse la cosa più normale del mondo per un dirigente Rai), in nome della libertà di pensiero garantita dalla Costituzione. Fuda è amico del conterraneo Saccà, il quale lo avrebbe sondato (per far piacere a Berlusconi). Il senatore, secondo indiscrezioni uscite da RaiFiction, avrebbe detto quello che Repubblica ha scritto: «il suo cuore batte a destra ma per ora non vuole tradire la fiducia di Agazio Loiero», presidente della Calabria che sostiene il centrosinistra. E poi la ricompensa di Berlusconi sarebbe stata a lungo termine per Saccà. Quel «ti aiuterò quando diventerai imprenditore…». Troppo vago per pretendere dei sì, sembrerebbe, quindi ecco che arriva «l&acute&#59infinità di no detti a Berlusconi», spiegano negli ambienti vicini al direttore. Saccà, che è vicino al traguardo della pensione in Rai, sta già ponendo le basi del «Progetto Pegasus», aggregando piccoli produttori Tv ma anche pescando in Rai e Mediaset. Agostino l&acute&#59affabulatore, alla sua terra dedica da anni la fiction «Gente di mare» ma, avendo in mano un potentissimo mezzo di persuasione culturale massificata, durante il governo Berlusconi ha realizzato le ordinazioni delle varie forze della Cdl: così andò in onda la fiction sulle foibe, richiesta al congresso di An da Maurizio Gasparri, allora ministro della Comunicazione. E una fiction su Marinetti, compensata, già che è a governo il centrosinistra, da una su Di Vittorio in fase di realizzazione. Nelle telefonate Saccà avrebbe anche rassicurato Berlusconi: presto andrà in onda in prima serata la fiction su Federico Barbarossa, «pallino» di Bossi rilanciato dalla consigliera Bianchi Clerici (assillando il cavaliere…).