Schiavismo in Puglia di A. di Pietro

Schiavismo in PugliaHo letto, come molti, l’articolo&#45inchiesta dell’Espresso di questa settimana dedicato alla nuova schiavitù in Puglia. Una fotografia di un’Italia mafiosa e razzista. Uno spaccato di soprusi, omicidi, stupri sugli immigrati clandestini. Mi ha fatto vergognare di essere italiano. Nel nostro Paese, nelle campagne intorno a Foggia, tra Torremaggiore, Trinitapoli e Borgo Libertà si pratica lo schiavismo a quasi duecento anni dalla nascita di Lincoln. Se possibile in forma più feroce di allora.La raccolta dell’oro rosso, il pomodoro, è diventata rosso sangue. Le vittime sono i clandestini richiamati in Italia dal miraggio di un lavoro e finiti in tuguri, in condizioni igieniche disastrose, con paghe da fame, con la paura dei pestaggi quotidiani. Chi si ribella veniva (viene) ucciso come è probabilmente successo a tredici polacchi di cui si è interessata il mese scorso l’ambasciata del loro Paese. La cosa che sgomenta è la vastità del fenomeno, la sua durata, il tutto alla luce del sole. Possibile che nessuno sapesse? Che i politici locali non sapessero? Che i cittadini della zona non sapessero? L’Italia non può tollerare zone extra territoriali in mano alla mafia. La Puglia deve ritornare sotto il controllo dello Stato e delle persone oneste. L’Italia dei Valori presenterà una legge contro i nuovi sfruttatori di uomini, con pene severissime. Oggi pagano solo gli immigrati clandestini che non dovrebbero trovarsi in Italia, ma bensì al loro Paese. Domani dovrà pagare, a caro prezzo, soprattutto chi li sfrutta.