Scoperto il meccanismo truffaldino che ha divorato tutte le Banche di Credito Cooperativo

di Caterina Spina

Per i soci e risparmiatori di Banca Brutia BCC tutto è compiuto. Con la complicità della Banca d’Italia e di una giustizia, a ben pensare, con le fette di prosciutto sugli occhi.
Come nasce il meccanismo e chi sono gli attori? Nascono così le banche di credito cooperativo, un comitato promotore  con il contributo di migliaia di ignari soci arruolati tra gli amici e con il passa parola crea un fondo di qualche milione di euro a quel punto la Banca d’Italia concede l’autorizzazione all’esercizio del credito.
Dopo qualche anno di apparente tranquillità, è la stessa Banca d’Italia che invia una ispezione, che quasi sempre rileva delle irregolarità. Certo le piccole irregolarità sono nulla rispetto a quelle del Monte dei Paschi, a Banca Etruria o Carige, immediatamente dopo l’ispezione, alcune volte anche prima, la Banca d’Italia decide di commissariare la Banca di credito cooperativo e sottoporla ad una gestione commissariale. Come si nominano i Commissari? Su base puramente discrezionale, è scritto sul sito di Banca d’Italia, leggi pure iscritti di rango alla massoneria. Spesso tra l’altro gli stessi Commissari incappano nelle maglie della legge, di qualche PM curioso e si beccano procedimenti per usura e quant’altro.
Qual è la missione?
La missione primaria non è portare in bonis la Banca, insieme ai soci legittimi proprietari ma è quella di prepararla ad essere assorbita da Banca Sviluppo…
Come si prepara? Ecco la ricetta: ti porti in sofferenza tutti i crediti, anche quelli supergarantiti ed esigibilissimi, revochi a destra e a manca affidamenti e crei ad arte situazioni di sofferenza. Le lettere inviate ai soci lo dimostrano ampiamente: in una addirittura c’è una richiesta di rientro in cinque giorni e senza che ci fosse uno sconfinamento, ma sono tanti i casi di soci e correntisti che dall’oggi al domani si sono trovati senza il paracadute del fido direttamente e unilateralemente revocato.
Una volta resa drammatica la situazione della banca, il “pacco regalo” è quasi pronto.
Non resta che separare i buoni dai cattivi o dai presunti cattivi. I buoni restano in gestione a Banca Sviluppo, e sono coloro che portano danaro senza chiederne, canalizzano pensioni e stipendi.
Gli altri, cioè gli scomodi, vengono gestiti dal fondo di garanzia delle BCC, che interviene in soccorso.
Banca Sviluppo ringrazia e in virtù di questi “pacchi regalo” è diventata una grande banca senza investire un euro, senza soci investitori ha decine di sportelli, tutti acquisiti con l’esproprio di quote sociali regolarmente azzerate. Un illecito arricchimento alle spalle di migliaia di risparmiatori frodati, perché tali sono i soci delle BCC.