“Se ci siete, battete un colpo”

Vi trasmetto il testo del messaggio da me appena inviato all&acute&#59Associazione nazionale dei Magistrati: Catanzaro, 4 Dicembre 2007 Egr. Associazione, in un momento così delicato per la stessa tenuta democratica del Paese, mi lascia interdetta l’assordante silenzio tenuto, con qualche piccola “voce” insignificante, su tutta la linea, e, in modo direi sistematico, dalla Vostra Associazione, della quale quindi non comprendo la stessa sussistenza. Arcani segreti si celano,indubbiamente, dietro questo silenzio, sarà anche per il fatto che molti magistrati risultano infiltrati nelle amministrazioni varie e nello stesso Ministero della Giustizia, in cui sono degnamente rappresentate tutte le famigerate correnti interne alla stessa Magistratura. Che Paese è mai questo, mi domando, in cui domina la contaminazione dei ruoli, la contiguità dei poteri, di cui la Costituzione proclama, invece, la totale separazione? E non c’è chi non veda, oggi, che, in Italia, la Magistratura non è né autonoma, né indipendente, ma piegata e controllata dal potere esecutivo, sia esso guidato dal Centro&#45Destra o dal Centro&#45Sinistra. Ma che magistrato può essere quello che lavora a fianco del Ministro della Giustizia o che svolge, comunque incarichi extragiudiziari? E cosa dire, poi, di quei giudici troppo zelanti, per non dire servili, che assumono, dopo decenni di vero e proprio letargo, stato di coma e a dir poco vegetativo, “sic et simpliciter” ed “ex abrupto” destati dalle sirene della più bassa politica, decisioni gravissime, immediate e trancianti, come le avocazioni, pur non essendoci gli estremi per tali provvedimenti? E’ il caso del dott. Lombardi che, da oltre un ventennio, ahimè, ricopre l’incarico di Procuratore Capo della Procura di Catanzaro, come tanti altri, “senza lode(!!!) e senza infamia(???)”, insomma, come gli ignavi, pur in un territorio, quale quello calabrese in cui il predominio della ‘ndrangheta, del malaffare, della corruzione, del clientelismo, del potere della Massoneria e del voto di scambio, per citare solo alcuni tra i mali, è stato devastante. Ma non finisce qui, paradossalmente, poiché in Italia, si sa, al peggio non c’è mai fine, ed ecco, infatti, che un altrettanto zelante e tempestivo cavalier servente, al secolo, il dott. Dolcino Favi, che già aveva prodotto danni in quel di Caltanisetta e ai più perfettamente sconosciuto, salvo per il fatto di ricoprire “pro tempore” l’incarico di Procuratore generale facente funzione, questo grazie ai cronici ritardi con cui il CSM (mi chiedo: ma non lo farà mica a posta?) ricopre i posti vacanti nelle varie Procure, procede a una seconda avocazione, a pochi mesi dalla prima e nei confronti, guarda caso, dello stesso Magistrato, il Pm Luigi De Magistris. Va sottolineato che il suo provvedimento avviene solo a pochi giorni dall’insediamento del legittimo titolare dell’incarico a tutti gli effetti. Stupisce, per la verità, la fretta e immediatezza di alcuni atti (quando si suol dire “pro domo sua” e cioè per particolari interessi della politica, di una parte stessa della Magistratura e di altre “caste” cui si associano i cosiddetti “poteri forti”!), a palese evidenza collettiva, non urgenti, rispetto ad altri, ben più essenziali e necessari per il buon funzionamento della Giustizia in Italia, ma caduti letteralmente nell’oblio generale. Esistono, infatti, in Italia, e nessuno può negarlo, Procure del tutto silenti, direi, “addomesticate” con magistrati che non brillano certo per capacità e produttività lavorativa, eppure, gli strali del Ministro di Giustizia di turno, le interrogazioni e interpellanze parlamentari, le ripetute ispezioni ministeriali, guarda caso, non si muovono, con la stessa insistenza o dovrei dire con un vero e proprio “placcaggio”, come pur dovrebbero per amore dell’efficacia e dell’efficienza della stessa giustizia, in quella direzione, in maniera così organica e sistematica, come è avvenuto, invece, in passato, ma anche ora, per le Procure di Milano, di Palermo e, adesso, di Catanzaro. Una parte della Magistratura, insomma, fino a quel momento, del tutto dormiente, facendo, artatamente, un utilizzo ordinario di uno strumento che è da intendere, correttamente, come assai limitato e straordinario, qual è e deve rimanere l’avocazione, sembra agire, perché no, in perfetta sinergia, sintonia e comunità di intenti con lo stesso Ministro della Giustizia il quale, come gli consente la recente Riforma dell’ordinamento giudiziario (e che Riforma!), anche se con evidenti forzature e del tutto inesistenti fondamenti (come ha dimostrato il CSM con la Sua decisione di rinviare al 17 Dicembre prossimo la definizione del caso in oggetto) ha richiesto il trasferimento cautelare d’urgenza del Pm De Magistris, che stava indagando anche sullo stesso Guardasigilli e sull’attuale Presidente del Consiglio. Mi e Vi rivolgo nuovamente il quesito: ma che Paese è mai questo e in quale psuedodemocrazia viviamo? Abbiamo, noi cittadini, voi Associazione, lo stesso Centro&#45Sinistra, anche se devo dire solo strumentalmente da parte sua, considerando le sue nefandezze odierne in materia giudiziaria, insomma parlato, nel caso del governo Berlusconi, delle Sue leggi “ad personam” e dei suoi attacchi quotidiani alla Magistratura, di una grave minaccia e pericolosità per la Democrazia del Paese, eppure, nemmeno con il Governo di Centro&#45Destra, che non mi era certo né gradito né simpatico, si era toccato mai un livello simile di arroganza, invadenza ed esercizio eccedente di potere e, quindi, di controllo sulla Magistratura da parte dell’Esecutivo. E dinnanzi a tutto ciò e a tutte le gravi decisioni già assunte da tempo, come i trasferimenti d’ufficio del Gip Forleo e del Pm De Magistris, ancora in un sistema di perfetta sintonia tra autorevoli organismi giudiziari come il CSM, al cui interno però gioca ancora una volta tutto il suo peso la politica, nelle sue varie componenti, il Ministero della Giustizia e il Governo tutto, non si alzano affatto barricate, la Vostra Associazione non manifesta in piazza, né tanto meno paventa scioperi e quant’altro. A questo punto è evidente a tutti l’esistenza di un patto sottoscritto tra l’attuale Governo e le varie correnti interne alla Magistratura e alla Vostra stessa Associazione. Se fosse ancora necessario chiarirlo, si conferma ancora una volta, come a tutti i sottoscrittori del suddetto patto (“pax mastelliana”) e di tanti altri simili, non stia certo a cuore il Paese, né il buon funzionamento del sistema democratico, né lontanamente l’uguaglianza di tutti i cittadini dinnanzi alla Legge, ma, meschinamente e materialmente, solo ed esclusivamente il proprio rispettivo orticello, gli interessi di casta (e si sa le caste in Italia sono innumerevoli e più o meno tutte potenti) e il semplice “do ut des” di antica, ma sempre valida, in Italia e a Roma, in particolare, memoria. Solo per civile e innata correttezza e per gentilezza di spirito, invio distinti saluti. Francesca Veraldi P.S. Informo che il mio indirizzo di posta elettronica operativo è il seguente: franve@libero.it