Se “il popolo” è solo un pretesto

Come ridare efficienza alla democrazia, sistema certo imperfetto ma insostituibile Articolo di Carlo Rippa.Mi capita a volte, curiosando fra i miei ormai numerosi libri, di ritrovare un testo, un manoscritto, un fascicolo, che ritenevo perduti. E´quanto mi è piacevolmente accaduto di recente, trovandomi tra le mani un opuscolo, di appena 106 pagine, di Mario Telleschi, titolato “La casa e la città a misura d´uomo”, edito dalla Società Tipografica Italia- Roma, in un anno che non risulta specificato. L´ho riletto in un fiato e l´ho trovato interessantissimo ma, soprattutto, attualissimo. L´autore, nella prefazione, scrive fra l´altro:” La ricerca nasce dalla necessità di placare un bisogno morale, di dare un contributo alla causa dell´uomo. Il punto di vista non è quello di un esperto, ma solo il contributo di un uomo di buona volontà che cerca, in una comunione di interessi e di finalità, l´aiuto di tutti coloro che avvertono con pari intensità le stesse esigenze”. Ho ritenuto di dovere accogliere la richiesta di aiuto del ritrovato autore e ho deciso di formulare subito alcune considerazioni, che riporto nel presente articolo, ispirate al contenuto del suo opuscolo, ripromettendomi nel contempo di contattarlo per concordare più efficaci forme di collaborazione. Democrazia significa governo di popolo. Ma il popolo come manifesta la sua effettiva volontà? Certamente non attraverso i comuni, le amministrazioni provinciali e regionali e nemmeno attraverso il parlamento. Oggi, la rappresentanza del popolo è la risultante di una durissima contesa tra partiti politici, sindacati, enti locali, potenti lobby di varia estrazione, grosse holding e cosche mafiose di ogni genere, con il risultato che il “popolo” serve a tutti come pretesto, ma in realtà nessuno lo ascolta e lo rappresenta. Il problema è vitale e la sua soluzione presuppone il superamento di molteplici difficoltà. Conforta il fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini, anche a motivo di una accresciuta sensibilità, è in grado di intendere i problemi di fondo e di individuarne la giusta soluzione. Quindi il segreto è quello di rendere possibile il manifestarsi della capacità critica e operativa dei cittadini e, nel contempo, di individuare nuovi strumenti di democrazia diretta, che riescano a catalizzare la volontà dei cittadini e di farla arrivare, senza intermediari, in tutte le sedi dove si operano le scelte sociali e politiche. Ciò detto, non è mia intenzione muovere sterili censure ai sindacati e neppure ai partiti politici. Intendo tuttavia operare una constatazione, dalla quale dovrebbe nascere un´urgente e inderogabile preoccupazione: quella di ridare efficienza alla democrazia, sistema certamente imperfetto e tuttavia insostituibile. I partiti politici, quelli tradizionale e quelli nuovi, come Forza Italia, già in gran parte dissolti, potrebbere mantenere un´unica funzione, riqualificandosi come organismi in grado di accelerare la crescita e l´autonomia degli istituti democratici. I partiti politici, orientati ormai verso obiettivi pragmatici e trasformati in luoghi di potere a conduzione accentrata e verticistica, con conseguente scarsa attenzione all´interesse generale o al bene comune, appaiono sempre più delegittimati dall´opinione pubblica, che ormai rivolge la sua attenzione verso entità e strutture sociali nuove, mosse dal comune intento di dare vita ad una società a misura delle esigenze umane di ciascuno e di tutti. Diventano pertanto indispensabili momenti di attenta riflessione e paziente ricerca su tutti i più importanti problemi che assillano le società moderne, per trovare soluzioni coraggiose e innovatrici, dopo avere scoperto il rapporto che unisce i vari problemi fra di loro ed il loro ritorno ciclico. Partendo dalla consapevolezza che la civiltà dell´uomo versa in una crisi profonda, in primo luogo per l´involuzione del sistema democratico e per la minaccia di una catastrofe ecologica, occorre studiare un sistema capace di sommare le energie e la volontà di tutti gli esseri umani. L´elaborazione di tale sistema presuppone la metabolizzazione di alcune idee di fondo. Occorre convincersi che: 1- la vita è un bene prezioso, un diritto insopprimibile per tutti gli esseri umani; 2- la vita ha un senso se rispetta la natura e tutti gli esseri viventi; 3- l´agricoltura è lo strumento primo per la formazione della ricchezza e il mezzo indispensabile per conquistare e mantenere l´equilibrio fisico e psichico degli esseri umani; 4- la ricchezza è uno strumento e un bene comune; 5- il fenomeno dell´urbanesimo deve essere fermato, invertendone per quanto possibile la tendenza; 6- la produzione deve essere riequilibrata e rapportata alle reali necessità di consumo; 7- il messaggio pubblicitario deve cessare di essere un´;oppressione psicologica; 8- il consumo e lo spreco di tanti prodotti superflui e dannosi deve essere eliminato; 9- il significato del tempo libero deve essere rivisto, anche al fine di prevenire e scaricare le nevrosi, producendo nel contempo nuova ricchezza; 10- la scienza non può isolarsi e diventare “casta” o “privilegio”. La scienza deve diventare “sapere” e trasformare il “sapere” in un grande strumento benefico a servizio dell´uomo. Una volta acquisite le idee di fondo, è necessario trovare la forza morale per realizzarle. Ma non basta ancora. Occorre un altro elemento: lo strumento. La democrazia è in preda ad una crisi istituzionale e universale e pertanto è necessario trovare il modo di salvarla. La salvezza del sistema democratico dipende dalla individuazione di una comunità di base, come cellula biologica e come strumento di democrazia diretta. Mario Telleschi, nel precitato opuscolo, ha tracciato le linee essenziali che dovranno caratterizzare questo nuovo elemento di base, che dovrà avere sia le funzioni di un pilastro portante, sia le funzioni di una cellula biologica che ne consenta la vitalità dinamica. Egli ritiene inoltre che la nuova comunità dovrà possedere un particolare “clima”: alle affinità di razza, di costume e di parentela, come forza di coesione, occorrerà aggiungere anche il collante che sgorga dall´affinità dello spirito. Il mio impegno, come già anticipato in premessa, sarà, conformemente a quanto richiesto, uno sforzo diretto a individuare le giuste dimensioni ed i congegni di questa comunità di base, che ne facciano effettivamente una forza di coesione e di propulsione di un sistema sociale, garante di libertà e di giustizia, in una democrazia finalmente non più solo formale. di Carlo Rippa