Selva si è dimesso da senatore

Selva si è dimesso da senatoreda LaStampa.itOra le dimissioni dovranno essere votate dall’aula di palazzo Madama.Gustavo Selva si è dimesso da senatore, con una lettera al presidente del Senato Franco Marini, a seguito delle polemiche sull’utilizzo da parte sua di un’autoambulanza per recarsi negli studi televisivi de la7. Selva ha spiegato ad Apcom che ha preso la decisione in assoluta autonomia, senza consultare nessuno del suo partito: «nemmeno i miei familiari…», ha precisato. Ora le dimissioni dovranno essere votate dall’aula di palazzo Madama. Una decisione irrevocabile? «Nulla è irrevocabile &#45risponde Selva&#45 deciderà l’assemblea…».L’assistenza, spiega il medico in servizio sull’autoambulanza nella sua relazione, risultava «alquanto difficile» per via «delle continue aggressioni fisiche (spintoni) e verbali (frasi denigratorie sull’efficienza del sistema di soccorso e sulla professionalità mia e dell’equipaggio, minacce di denuncia e di far licenziare l’infermiere, pretesa di far violare le disposizioni impartite per l’evento dalla Questura sull’utilizzo appropriato del segnalatore acustico)». Inoltre, giunti nei presi del San Giacomo, riferisce il medico, il senatore chiedeva di essere trasportato dal suo cardiologo, in via Nogaro: un’indicazione sbagliata, secondo l’equipaggio dell’Ares, in quanto corrispondente a una via di Ostia tanto che, fanno notare, «non è presente sullo stradario». «Il senatore &#45 si legge nel verbale &#45 inveendo sulle nostre capacità di trovare una strada, che si è rivelata evidentemente inesistente (trattandosi di via Novaro) e non consentendoci di comunicare con il suo cardiologo, forniva all’autista ulteriori indicazioni per arrivare a destinazione». Giunti sul luogo, «il senatore si strappava i fili del monitoraggio» e «usciva frettolosamente dall’ambulanza» inseguito dall’equipaggio. Entrando nello stabile, continua la ricostruzione compilata dall’anestesista, Selva «ordinava agli addetti della portineria di non farci entrare e si allontanava con una signorina, che sembrava aspettarlo, dicendo che il suo cardiologo lo stava raggiungendo lì». È stato allora che il capo dell’equipaggio ha chiesto dove l’ambulanza si trovasse: «ci è stato risposto in maniera chiara che si trattava di un emittente televisiva (La7) e che non era presente nessun cardiologo». Nella lettera che accompagna la relazione redatta dal medico in servizio sull’autoambulanza, De Salazar auspica inoltre che alla luce della vicenda si rivedano i rapporti tra la Ares 118 e i servizi sanitari di Palazzo Chigi, Camera e Senato, «in quanto &#45 osserva &#45 i servizi di emergenza&#45urgenza, compiti istituzionali dell’Ares 118, non possono essere demandati (noleggiati) ad altri».