Senza ipocrisie di Giorgio Durante

A dire il vero ho molto riflettuto, sulle ultime vicende nazionali, e nonostante il tempo trascorso non riesco a trovare pace senza esprimere il mio pensiero, che per certi versi potrebbe essere definito blasfemo se non poi a rendersi conto che nulla è più blasfemo dei comportamenti di uomini della chiesa che tradiscono nella pratica quotidiana la parola di Dio. Per noi persone di normal intelligenza, le classiche parate che sanno di autoassoluzione, loro si che possono! non ci convincono. Senza voler partire dalle belve di dantesca memoria, gli ultimi anni della storia italiana hanno visto fin troppo presente la chiesa e non sempre in modo consono alla sua missione istituzionale. Sono stati singoli uomini a sbagliare o loro hanno compiuto una missione, per conto del Vaticano? A questo quesito non otterremo mai una risposta, ma saremo ingenui se si pensasse che le operazioni dello Ior ai tempi di Paul Casimir Marcinkus fossero ignote agli alti prelati Vaticani, come pure le ultime vicende della cricca e della congrega Propaganda Fide e del Cardinal Sepe. Il tema va affrontato senza ipocrisie, che nel caso di questi argomenti, invece sorgono nei media nazionali e nei giornalisti, i quali temono forse di perdere il posto in Paradiso, si defila pure la politica che tutto al più prende le difese di ufficio, ci mancherebbe pure tra poteri si intendono, siano essi temporali che spirituali. Che interessi privati potessero contaminare il comportamento di uomini della Chiesa, lo avevamo compreso anni fa a partire dalla vicenda del Cardinal Giordano, assolto dopo anni di indagini e di evidenze processuali questo ha determinato la troppo spesso generosa e genuflessa giustizia terrena. Ma sui temi della finanza etica che posizione ha la chiesa ufficiale, e sul fisco che tartassa i cittadini e che invece crea guarantigie per i beni ecclesiali, anche qualora abbiano una destinazione commerciale? Chiesa sempre pronta a prendere posizione sui temi dell’etica quando si tratta di diritti di omosessuali, su aborto, sulla ricerca scientifica, sul divorzio ecc. Cosa c’è di etico quando si depredano i poveri del Papa Giovanni XXIII, o si chiede la raccomandazione per sistemare una propria congiunta a discapito di migliaia di giovani disoccupati? La Calabria come sempre dà il cattivo esempio, a partire dal repentino allontanamento di Monsignor Bregantini dalla Locride quanto le sue magnifiche e coraggiose attività sociali ed economiche hanno iniziato a dar fastidio ai potentati politici masso mafiosi. A poco servono le scuse a voce flebile, per i peccati commessi da uomini della Chiesa, ci sono atti contro i deboli e gli indifesi che sono i veri peccati mortali, per noi peraltro imperdonabili, se non ci sono comportamenti pubblici socialmente risarcitori. A poco servono le scuse se poi non si ha il coraggio di allontanare i colpevoli dalla protettiva Chiesa fattasi anch’essa casta, ma che anzi continua a erogare mensile e protezione con le risorse prelevate dall’otto per mille del popolo italiano. Non si tratta di sparare nel mucchio, ma queste cose dobbiamo dircele, senza ipocrisia, in attesa di forti segnali e prese di distanza. Dove pensate che lavorino tutti coloro, consulenti e tecnici che rimasero coinvolti nella vicenda del Papa Giovanni XXIII? Sempre allo stesso posto, fiducia confermata, ed allora basta con il farci credere che certe cose siano opera di singoli, i singoli si isolano, i gruppi di potere no, contaminano.