Si allarga l’inchiesta sulla depurazione.

CATANZARO. Dodici perquisizioni, a carico di dieci persone e due societa&acute&#59, e quattro nuovi avvisi di garanzia. E&acute&#59 questo il bilancio del nuovo filone dell&acute&#59inchiesta “Poseidone”, portata avanti dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, e relativo alle presunte illegittimita&acute&#59 compiute nella gestione dell&acute&#59emergenza ambientale in Calabria. Le perquisizioni sono scattate all&acute&#59alba di ieri mattina e hanno coinvolto, tra gli altri, diversi imprenditori e un funzionario della Regione Calabria. Le societa&acute&#59 “visitate” dai carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro sono, invece, la “Global media srl” e la “Sdi srl”, entrambe con sede a Roma. I decreti di perquisizione sono firmati dai sostituti procuratori della Repubblica Isabella De Angelis e Luigi de Magistris, i quali hanno inviato un avviso di garanzia anche a Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell&acute&#59Udc. Questa ultima tranche delle indagini, in particolare, e&acute&#59 stata focalizzata sui flussi di denaro che, negli anni tra il 2000 e il 2005, sono arrivati in Calabria grazie al sistema dell&acute&#59emergenza ambientale. Quei soldi, secondo l&acute&#59ipotesi della magistratura, sarebbero stati impiegati solo in parte per la realizzazione di opere per la depurazione e lo smaltimento dei rifiuti, mentre una buona parte sarebbe sparita. Il meccanismo utilizzato per sottrarre fondi pubblici, erogati dalla Comunita&acute&#59 europea e dalla Regione Calabria, sempre secondo gli inquirenti, si sarebbe basato proprio sull&acute&#59esistenza di numerose societa&acute&#59, tutte collegate tra loro, che permettevano il passaggio di denaro dall&acute&#59una all&acute&#59altra e dalle societa&acute&#59 ad eventuali conti correnti di alcuni degli indagati. Due di loro, Giuseppe e Cesare Mercuri, entrambi lametini, a maggio (pochi giorni dopo l&acute&#59emissione dei primi avvisi di garanzia nell&acute&#59ambito dell&acute&#59inchiesta “Poseidone”) furono bloccati dalla Guardia di finanza alla dogana di Domodossola, mentre cercavano di portare in Svizzera circa tre milioni di euro. Secondo l&acute&#59interpretazione della Procura catanzarese si trattava, appunto, di denaro ottenuto illecitamente tramite la truffa dei depuratori, da far sparire, nascondendolo in qualche conto all&acute&#59estero. Intanto le testimonianze di alcune persone “informate sui fatti” sono state uno degli elementi che ha permesso ai sostituti procuratori della Repubblica di Catanzaro Isabella De Angelis e Luigi de Magistris, di imprimere una svolta importante all&acute&#59inchiesta. In particolare, le dichiarazioni di un testimone sarebbero servite a far luce sui rapporti tra Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell&acute&#59Udc, Fabio Schettini (gia&acute&#59 collaboratore dell&acute&#59ex ministro degli Esteri Franco Frattini) e Giovanbattista Papello (ex subcommissario per l&acute&#59emergenza ambientale e attuale consigliere d&acute&#59amministrazione dell&acute&#59Anas). Dai racconti della persona “informata” emergerebbe l&acute&#59esistenza di una societa&acute&#59, la “Spb Optical disk srl” di cui Cesa e Schettini erano soci, che sarebbe stata creata ad arte per accedere alle sovvenzioni europee che, in realta&acute&#59, non sarebbero state utilizzate per avviare l&acute&#59attivita&acute&#59, ma invece sarebbero state dirottate verso un&acute&#59altra societa&acute&#59, gestita da persone che avrebbero contatti molto stretti con alcuni degli indagati nell&acute&#59ambito dell&acute&#59inchiesta. Sulla questione il leader dell&acute&#59Udc e presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, difende in modo deciso il segretario del partito, Lorenzo Cesa, e lancia un attacco a quella parte della magistratura “militante e faziosa”. Nella convention di Firenze Casini ha affermato che “la vicenda di Cesa, se non fosse in campagna elettorale, sarebbe ridicola. La sinistra e&acute&#59 doppiopesista: e&acute&#59 garantista quando i casi giudiziari riguardano Unipol e le cooperative rosse, giustizialista quando riguardano il centrodestra”. “Nonostante questo &#45 ha aggiunto dal palco Casini &#45 abbiamo una fiducia immensa nel segretario e anche nella magistratura (passo sul quale la sala ha rumoreggiato, ndr) e ancora piu&acute&#59 fiducia verso gli elettori che sapranno giudicare. Sappiamo che la stragrande maggioranza dei magistrati sono onesti e per bene. C&acute&#59e&acute&#59 una parte della magistratura che non solo e&acute&#59 militante e faziosa, ma nemmeno appare imparziale. D&acute&#59altronde non si capisce la disinvoltura con cui si passa dall&acute&#59amministrazione della giustizia all&acute&#59amministrazione delle citta&acute&#59 e la disinvoltura a orologeria con cui certi fatti vengono posti all&acute&#59attenzione dei cittadini in campagna elettorale”. Ma Casini rivendica anche la scelta di difesa dell&acute&#59autonomia dei giudici fatta dall&acute&#59Udc. “I cittadini &#45 ha detto &#45 capiscono le ragioni dei moderati che oggi subiscono la giustizia a orologeria e strumentale solo perche&acute&#59 siamo in campagna elettorale. Ma guai a pensare che difendere l&acute&#59autonomia della magistratura sia stato uno sbaglio. Io sono orgoglioso di aver difeso l&acute&#59autonomia dei magistrati, anche di quei magistrati faziosi che oggi fanno campagna elettorale: questa e&acute&#59 la nostra superiorita&acute&#59 morale nei confronti della sinistra”. “Questo giustizialismo mediatico e&acute&#59 una barbarie inaccettabile”, lo ha gridato dal palco della convention Udc a Firenze il segretario del partito Lorenzo Cesa. Cesa si e&acute&#59 avvicinato al palco con gli appunti in mano: “avevo il dubbio se venire a Firenze o andare da mia madre che ha 93 anni. Avete letto i giornali e potete capire il mio stato d&acute&#59animo. Poi ho pensato che fosse giusto essere stasera in mezzo al popolo dell&acute&#59Udc. Ho scelto di non parlare a braccio”. Cesa ha sottolineato che “quando qualche settimana fa si apri&acute&#59 lo scandalo Unipol&#45Ds, affermammo il principio che era giusto lasciare fuori le vicende giudiziarie dalla campagna elettorale. La sinistra sta venendo meno a questo principio e anch&acute&#59io faro&acute&#59 un&acute&#59eccezione”. “E&acute&#59 successo un fatto che non credevo piu&acute&#59 possibile: mi e&acute&#59 stato recapitato un avviso di garanzia attraverso due dei maggiori giornali italiani schierati ufficialmente con il centrosinistra, il Corriere della Sera e La Repubblica. Non sono d&acute&#59accordo con Berlusconi quando dice che la magistratura sia la malattia del Paese. Ma questo giustizialismo mediatico e&acute&#59 una barbarie inaccettabile: il vostro segretario ha la coscienza a posto e le mani pulite. Aspetto con serenita&acute&#59 che qualche giudice mi faccia sapere qualcosa. Ho intenzione di chiarire la mia posizione e di dimostrare la mia estraneita&acute&#59 ai fatti”. Il segretario Udc racconta poi: “Mi hanno suggerito di fare una denuncia contro ignoti, ignoti si fa per dire, sulla fuga di notizie. Ma ho dovuto spiegare che in Italia i magistrati hanno una particolare immunita&acute&#59: sono intoccabili. Non consentiremo a nessuno &#45 ha concluso Cesa &#45 di infangare il nostro nome e la nostra campagna elettorale. Hanno paura di noi perche&acute&#59 l&acute&#59Udc ha dato la sveglia alla coalizione su temi importanti”.