Si applichi il principio di uguaglianza

Invochiamo l’apertura di un procedimento nei confronti degli accusatori della Forleo e di De Magistris nel rispetto del principio di uguaglianza.Ha scritto il Giudice Felice Lima, giusto qualche giorno fa, che quando si invoca “il rispetto delle regole”, si deve sapere che o lo si fa con tutti, oppure “il rispetto delle regole” è una cosa ingiusta.Applicare le regole solo quando fa comodo o solo nei confronti di chi fa comodo è la più grave delle ingiustizie, perché è un’ingiustizia che si ammanta di giustizia e cerca di fare apparire legittimo ciò che infine non lo è. Nell’articolo vi è una ulteriore considerazione che è relativa al fatto che il 4 dicembre u.s., un giorno prima che la Prima Commissione del C.S.M. aprisse formalmente la pratica relativa alla procedura di trasferimento d’ufficio della collega Forleo, il Vicepresidente della Commissione, prof. Letizia Vacca, ha reso alla stampa dichiarazioni particolarmente gravi e violente contro i colleghi Forleo e De Magistris. Il contenuto delle esternazioni fortemente lesive dell’immagine dei due giovani Magistrati, poteva di fatto condizionare la serenità dei componenti del CSM chiamati ad esprimersi sulla Forleo, il giorno successivo. Una ulteriore ed inquietante notizia c’è la da Carlo Vulpio apprezzato Giornalista del Corriere della Sera, di solito molto documentato, il quale in un articolo fa rilevare che è davvero curioso che il P.G. della Cassazione basi un&acute&#59incolpazione sulla querela di un poliziotto che «forma notizie di reato false», che è stato radiato dalla Polizia, che ha una sfilza di sanzioni (orali, scritte, pecuniarie) lunga così senza esaminare tutti gli atti e tutti i testimoni. Non solo, ma Delli Priscoli scrive anche che per la vicenda di via Durini «a Brescia c&acute&#59è stata la richiesta di rinvio a giudizio per la Forleo».Sarebbe stato sufficiente richiedere tutte le carte per scoprire che a Brescia il P.M., per la Forleo, aveva chiesto l’archiviazione poiché aveva ritenuto che i fatti erano così evidenti da non richiedere alcuna indagine. Una situazione anomala, che secondo il G.I.P. di Brescia creava un problema “tecnico”, risolvibile soltanto con l&acute&#59imputazione coatta: ecco da dove deriva il rinvio a giudizio della Forleo per la vicenda di via Durini. Questa doverosa premessa, insieme all’inciucio dell’avocazione “illegittima” visto la marcia indietro della procura romana, ci da un quadro chiaro delle trame ordite per smontare non tanto le indagini di due coraggiosi Magistrati ma la loro stessa credibilità, un’operazione ben orchestrata mediaticamente che di fatto tende a delegittimare ma soprattutto a sminuire le figure dei due Magistrati Forleo e de Magistris. L’ultima uscita di Delli Priscoli P.G. della Cassazione, chi sarà mai questo paladino della giustizia? Ci vuole restituire un’immagine di de Magistris, come un inquirente arrogante che in modo illegittimo intercetta parlamentari e ministri senza le dovute prescrizioni ed autorizzazioni, nessuno crederà mai che un Magistrato si possa dimenticare di richiedere le autorizzazioni necessarie. In tale direzione va pure la dichiarazione rilasciata dal perito incaricato da de Magistris “Io non ho mai trovato un&acute&#59utenza intestata al senatore Mastella, a nome suo”. E&acute&#59 quanto afferma Gioacchino Genchi, che e&acute&#59 stato consulente per i traffici telefonici del pm Luigi De Magistris, intervistato dal Giornale Radio Rai, dopo la decisione del procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli di avviare una nuova azione disciplinare nei confronti del magistrato per non aver chiesto l&acute&#59autorizzazione alla Camera di appartenenza prima di acquisire e utilizzare i tabulati telefonici di un&acute&#59utenza del Guardasigilli nell&acute&#59ambito dell&acute&#59inchiesta &acute&#59Why Not&acute&#59, in cui Mastella risulta indagato. “Forse la precedente azione non bastava, ne hanno fatta un&acute&#59altra &#45 osserva Genchi nell&acute&#59intervista &#45 non entro nel merito. Tutte le volte che io ho rilevato un&acute&#59utenza in uso ad un parlamentare, ho scritto nelle mie relazioni che era necessario chiedere al Parlamento le prescritte autorizzazioni: questo risulta agli atti, anche di atti che sono stati pubblicati integralmente sui giornali”. Alla luce di tutto ciò la figura del P.G. Delli Priscoli viene avvolta da un alone inquietante, rafforzato dal fatto che le sue iniziative e gli atti di accusa nei confronti dei due colleghi, presi con estrema ed ingenua leggerezza, passano attraverso un efficiente ufficio stampa ancor prima di essere ufficialmente comunicati agli stessi interessati. Il dubbio che si pone a questo punto è se davvero gli obiettivi del P.G. della Cassazione, o di altri suggeritori interessati, siano davvero quelli di far emergere irregolarità nelle condotte dei due Magistrati alle prese con scottanti inchieste , che vedono coinvolti parlamentari e ministri, oppure molto più semplicemente è uno sparare dai media in modo scientifico ed organizzato sui due malcapitati Magistrati, notizie ed accuse che come appare dai fatti riportati appaiono completamente infondate. Vogliamo in ogni caso far rilevare come le stesse accuse di utilizzo improprio dei media da parte della Forleo e di de Magistris, possano essere, e pure in misura maggiore addebitate a Letizia Vacca ed a Mario Delli Priscoli che per finalità diverse utilizzano i media in aperto contrasto con l’invito alla discrezione ed al silenzio da più parti invocato, una azione disciplinare, nei confronti di questi ultimi due, pare d’obbligo, insieme ad un’indagine tesa a verificare le motivazioni di certe tendenziose e a quando pare infondate accuse, pensiamo che ciò sia un atto dovuto onde sgombrare il campo da ogni illazione o sospetto o anche per il rispetto al solo principio di uguaglianza tanto invocato dalla gente e formalmente sancito dalla vigente costituzione Repubblicana.