Sinistra e meridione un cantiere per il futuro

Incontro con
NICHI VENDOLA
e
LUIGI DE MAGISTRIS

Modera:
Pietro Orsatti

Napoli, 21 maggio
ore 17:30 – Città della scienza, via coroglio

La crisi economica internazionale è di fronte a tutti noi.
Dagli USA al Portogallo, dalla Grecia all’Italia si diffonde come un’epidemia che mina nelle fondamenta le economie dei mercati e minaccia la tenuta stessa degli Stati.
Svaniscono le promesse dei teorici del neoliberismo, la crisi del modello di sviluppo della globalizzazione si declina non solo nel fallimento della economia finanziaria e bancaria, ma intacca la struttura stessa del sistema produttivo e dei mercati, un tempo orgoglio capitalistico ed oggi fonte di terrore per i piccoli investitori. Di chi ha un reddito fisso o non
ha affatto reddito.
Le conseguenze della crisi in Italia, nonostante la censura e l’oscuramento mediatico garantito dal controllo dell’informazione del “signore di Arcore”, scavano in profondità colpendo le aree più deboli e precarie: il Mezzogiorno d’Italia e le tante periferie economiche del Paese.
Il governo Italiano, con un debito pubblico tra i più grandi d’Europa e con una struttura produttiva debole, nonostante continui ad assistere alla crescita vertiginosa della disoccupazione, non solo si dimostra incapace di mettere in campo un piano di proposte adeguato a fronteggiare i costi sociali della crisi ma nega cause ed effetti.
La crisi c’è e la pagano i ceti più deboli, chi ha un lavoro dipendente, i giovani, le donne, gli anziani, gli immigrati. Altri si arricchiscono. Altri lavorano per dividere il Nord dal Sud, chi è bianco da chi è di colore, chi sa da chi non sa.
Violenza, leghismo, razzismo e cultura dell’illegalità mafiosa sono alcune delle espressioni di uno smottamento valoriale e simbolico che investe il sociale ed il senso comune del Paese segnando fortemente il ritorno ad una egemonia del pensiero unico.
La sinistra, alla quale sentiamo di appartenere, ha male interpretato e rappresentato bisogni ed istanze della gente comune, dei lavoratori, dei più deboli.
Anche per questo è andata incontro a cocenti sconfitte e ad una marginalizzazione culturale prima ancora che politica.
Non vogliamo rassegnarci a questo stato di cose.
Non intendiamo essere spettatori muti e consapevoli di questo declino, ci interessa tornare in campo, ritrovare la strada dell’unità a partire da un processo condiviso che ridia centralità politica ai soggetti sociali e ridisegni le forme delle relazioni politiche e dei processi di partecipazione.
Una nuova cultura civica che metta al centro i valori e l’importanza di una cittadinanza attiva e direttamente protagonista di scelte collettive.
Perché ciò accada occorre che la Sinistra elabori un nuovo progetto di società che sappia ricostruire senso, entusiasmo e protagonismo.
Un progetto che sappia intrecciare la difesa della Costituzione repubblicana con le nuove domande che provengono dalla società. Che rivendichi l’unità del Paese coniugando innovazione e solidarietà, equità e merito, lavoro e assistenza. Che proponga una nuova alleanza basata su partiti, sindacati, associazioni, movimenti, partendo dalla lotta al neoliberismo, e reinventando idee, linguaggi e forme di partecipazione, producendo nuovi luoghi di discussione.
Noi, sottoscrittori di questo appello, vogliamo costruire una rete di realtà organizzate, capaci di confrontare idee, costruire proposte e promuovere lotte. Vogliamo rompere il muro del silenzio che ha avvolto il conflitto sociale, mettere in rete soggetti ed esperienze diverse, dai comitati di quartiere contro le discariche, alle associazioni contro le centrali nucleari e per le forme di energia alternativa; ai gruppi d'interesse per il diritto alla casa a quelli che si stanno impegnando nella raccolta delle firme per il referendum a favore dell'acqua pubblica; dalle associazioni dei migranti al terzo settore, dalle associazioni di
promozione sociale per la cittadinanza attiva a chi opera nel settore dell’informazione, agli operai che lottano per la difesa del posto di lavoro e per condizioni di lavoro decenti.
Sentiamo la necessità di rimettere al centro dell’azione politica le grandi questioni irrisolte del nostro paese: il lavoro e la sua precarietà, l’ambiente le energie rinnovabili e l’autosufficienza energetica, la sanità, l’accesso alla conoscenza ed ai prodotti culturali, l’accesso alla rete e il contrasto al digital-divide, la qualità della scuola pubblica e
dell’università, i beni comuni ed in particolare l’acqua che non va privatizzata, la lotta alla mafia e alla camorra.
Soprattutto vogliamo partire dal Sud, e da Napoli, rivolgendo un appello, affinché ritorni a soffiare il vento della partecipazione e del cambiamento. Ripartiamo dal Sud, dal conflitto sociale, dalla rete, perché con un linguaggio nuovo vogliamo dare voce ad un anelito antico: libertà e giustizia sociale, solidarietà e uguaglianza.
Vogliamo ripartire dal Sud mobilitandoci contro vecchi e nuovi strumenti autoritari di subordinazione del Mezzogiorno come il “patto di stabilità” e il “federalismo fiscale”.
Le prossime elezioni comunali della città di Napoli saranno un primo banco di prova; chiediamo e vogliamo organizzare uno schieramento ed un’alleanza partendo dal basso, con i partiti certo, ma guardando oltre. Ed è per questo che vogliamo ci siano le primarie per discutere di programmi e candidati, per uscire dalle controversie delle segreterie di partito e costruire uno strumento reale di socializzazione dei contenuti e di
partecipazione alle scelte.
Su questa base intendiamo entrare in rete, coordinarci, provare ad intraprendere un percorso comune.

Caracol – Casa del Popolo, inMovimento, Joulie rouge, Pixel, Sinistra svegliati, Unica – Uniti per un Cambiamento Attivo

Per adesioni
info@cantierefuturo.net – www.cantierefuturo.net