Sistema di riscossione. Una giungla

Sistema di riscossione e pubblica amministrazione, altro che modernizzazione per ora una giungla.Semplificazione e trasparenza due parole tanto spese negli ultimi anni, ma altrettanto, ignorate nella pratica quotidiana. Il continuo fluire di cittadini presso la sede MDC di Cosenza e le insostenibili file presso le sedi delle società di esazione a naso ci sembrano indicatori di malfunzionamento della macchina impositiva ed esattoriale. Certo se da un punto di vista puramente societario sono più o meno la stessa cosa non lo sono in realtà nei fatti dove ognuno scarica sull’altro le responsabilità delle gravi disfunzioni di sistema, ad esempio INPS e Ministero delle Finanze sono i soci di Equitalia Etr, con consigli di amministrazione compartecipati. Per il cittadino non c’è differenza se sbaglia l’agenzia delle Entrate o Equitalia, per loro si. Perché in tal modo ti sbattono da una parte all’altra. A noi come Movimento consumatori membro del Consiglio nazionale consumatori ed utenti, interessa la tutela del cittadino in rapporto alle situazioni di quotidiana inefficienza. Non interessa neanche addossare per forza responsabilità, ma abbiamo il sacrosanto diritto di capire senza tergiversazioni o lunghe file piuttosto che lunghi cammini alla ricerca della fonte del nostro debito. La problematica è seria anche laddove il tributo o la tassa è effettivamente dovuta, capire con una comunicazione chiara e senza burocratese serve a non ripetere quell’errore sottraendosi così all’ulteriore balzello della sanzione e degli interessi di mora.Il botta e risposta, pubblicato nel periodo prenatalizio sullo stesso V/s quotidiano, a proposito di Equitalia, e degli enti di riscossione, ha lasciato aperto un dibattito non ancora smorzatosi. La cortese telefonata ricevuta da parte dello stesso ente ci ha indotto a verificare alcune cose, i suggerimenti ottenuti si sono dimostrati impraticabili nella pratica quotidiana. A partire dalla consultazione online del proprio estratto conto, onde evitare le interminabili file agli sportelli. Pur avvezzi al mezzo informatico la registrazione per ottenere le credenziali di accesso è molto macchinosa, in ogni caso a completamento della procedura si deve attendere per posta i dati in arrivo entro 15 giorni, ciò è quando dichiarano loro, il più delle volte ci si deve ricollegare al sito delle Agenzie delle entrate per scoprire che bisogna ripetere l’operazione per qualche errore non meglio specificato. Una procedura complessissima, proibitiva, allora si ripiega con la fila la solita nella giornata di Ieri (18 Gennaio ndr). Un’ora e mezza per sentirsi dire che per ottenere un estratto conto ci vuole una settimana. Riteniamo che il mezzo informatico debba dare risposte, pur garantendo la sicurezza e la privacy in tempo reale. Invitiamo i dirigenti Equitaliaetr a seguire la procedura, e magari ci provi pure il Ministro Tremonti, al quale è indirizzata in copia la presente. Come pure poco ci hanno convinto le prese di distanza dagli enti interessati alla filiera impositiva, sui quali si scaricherebbe la responsabilità maggiore degli errori, in realtà la mancanza di coordinamento e comunicazione è la reale causa di richieste illegittime, unita all'approssimazione di taluni enti, molto solerti nel chiedere ai contribuenti i pagamenti, ma molto poco solerti e puntuali nel comunicare sgravi e correzioni. Certo le responsabilità di richieste illegittime o di duplicazioni di cartelle non sono tutte addebitabili all'ente esattore, ma altrettanto vero è che in questi casi non c'è responsabilità da parte del contribuente, il quale è però soggetto a tutta una serie di peripezie per dimostrare di avere ragione. Tra i numerosi casi segnalati, alcuni sono perfino grotteschi, come il caso di un'anziana signora che per anni ha ricevuto intimazioni da parte di Equitalia per il mancato pagamento dell'Ici di un immobile sito in un comune diverso da quello di residenza, ma che in realtà non è mai stato in suo possesso. Ogni anno la solita stancante trafila finché un giorno la Signora non ha rivendicato la consegna delle chiavi dell'immobile che le si voleva addebitare, se doveva l'Ici voleva significare che ne era proprietaria, la sua richiesta è rimasta inevasa ma almeno non riceve più intimazioni e cartelle. Abbiamo raccolto decine di racconti su vessazioni infinite alcune risolte solo al momento dell'epilogo finale, cioè l'iscrizione ipotecaria o il fermo amministrativo. Le segnalazioni raccontano in modo emblematico della leggerezza e superficialità con la quale si trattano queste cose importanti, con tutte le conseguenze per i cittadini vittime degli errori, gli unici davvero a pagarne le conseguenze, senza neanche le scuse o una sanzione a coloro che l'errore o l'omissione hanno commesso. MDC Membro del CNCU