Situazione Politica: Proposte, non Anatemi

di Massimo Veltri Sono tempi in cui è bene tenere i piedi ben saldi in terra. Pare che in questa nostra terra sta succedendo di tutto, sul teatro della politica. Ma mai, prima d´ora, s´erano visti tanti distinguo, tante prese di posizione verso il perdurare d´una crisi alla Regione che ha del paradossale. Il tempo passa, le dimissioni o autosospensioni di assessori aumentano, c´è chi riceve interim in aggiunta alle deleghe a suo tempo date e non batte ciglio, ma decisioni non se ne vedono. Anche perchè è oggettivamente difficile trovare la quadratura del cerchio, nelle condizioni venutesi a determinare: chi fa passi indietro e quanti ne fa, e fino a quando può durare la pace guerreggiata?Siamo davvero certi che il problema principale è chi gestisce i fondi europei? Non è che c´entri un pochino pure il nuovo panorama politico in fieri, con sullo sfondo il Partito Democratico e l´arretramento, quindi, dei soggetti politici esistenti? Non è che la vera partita riguardi attribuzione e ridistribuzione del potere fra le forzepolitiche?Io dico che così può essere, ma nel frattempo si rischia di mandare per aria tutto il già traballante castello che presidia il rapporto fra eletti ed elettori, di cancellare il patto di intermediazione, sempre più debole, fra cittadini ed istituzioni. Non si è, insomma, in ogni caso troppo avvitati sul politichese, impaniati in un braccio di ferro i cui contorni sono invisibili e incomprensibili non solo per il comune cittadino, ma perfino per quelli diciamo così più attenti? E la scommessa davanti mica è di poco conto: per dirla brevemente, si tratta di dare fiducia ai calabresi alle prese da secolari problemi di arretratezza e di deficit verso lo stato; di avviare una stagione di risorse finanziarie ben programmate, ben gestite. E invece niente: assistiamo al balletto dei tavoli bi e plurilaterali, agli incontri romani, alle prese di distanza, ai silenzi.Il tutto, e non è secondario, e non è casuale, condito dalle operazioni della magistratura che passano a martello lungo tutto il fronte. Una domanda, ingenua, su tutte: ma è mai possibile che i “saggi” romani di Margherita, Ds e compagnia cantante non avvertano la pericolosità della situazione in cui siamo? E da “saggi” non suggeriscano, consiglino, guidino noi calabresi, i dirigenti dei partiti calabresi, verso scelte mature ed equilibrate? Ma la domanda è ingenua, perchè a Roma non sanno che pesci prendere neanche loro, che in queste condizioni ci hanno portato, in parole opere ed omissioni. E non mi si venga a dire, perciò, che non è proprio il caso d´invocare interventi esterni, extracalabresi: qui, fra vecchi marpioni e giovani rampanti c´è bisogno di un pool di “tutors”, ma, s´è detto, latitano pure questi.Intanto, ormai è un posizionarsi giornaliero che pare un bollettino di guerra, e spiccano su tutte due cose: che fine faranno i Ds di Talarico, e l´outing del presidente Sammarco. Vedi caso, e non è un caso evidentemente, i Ds ancora nell´occhio del ciclone, dopo le bordate di Cersosimo. C´è chi nei Ds se la prende con Sammarco, dopo aver scritto su un documento cose ancor più pesanti di quante Sammarco non abbia detto contro l´amministrazione comunale c´è chi, come Sammarco stesso e Cersosimo e Talarico, fa finta di scoprire soltanto adesso che certe cose non vanno, certe culture, certi comportamenti, certi ceti politici… sono d´intralcio, nient´altro, come se da tempo non avesse invece colto tutta l´inadeguatezza “di sistema” delle cose, ma per realpolitik non si fosse adeguato, convinto o speranzoso forse che dall´;interno o da postazioni in qualche modo privilegiate qualcosa si poteva fare. qualcosa si poteva ottenere. E invece no, niente si può fare, non ci si riesce, non si ha forza alcuna, se non quella dell´indignazione. Che è sì più o meno riconducibile a categoria politica, ma non basta se non per costituire le basi d´una rifondazione, etica e civile prima che politica.Anatemi, no, quindi, denunce e distinguo sì, ma soprattutto proposte e azioni. Se no facciamo i retori, da buoni meridionalisti d´antan. E non ce n´è bisogno.