Situazione Sconsolata?

Un´amica ieri mi ha detto che seguendomi in tivvù e leggendo quello che scrivo percepisce una situazione sconsolata della situazione e della politica calabrese. La mia amica non è particolarmente addentro ai meccanismi che volendo o nolendo sembrano regolare le vicende politiche e forse proprio per questo le sue parole fanno pensare e vanno tenute in considerazione.Non c´;è bisogno, per me, che ci si rifletta più di tanto: il quadro è fosco ed è sotto gli occhi di tutti, solo che questo, come qualunque altro quadro, riceve gradi di lettura corrispondenti alla strumentazione che ciascuno possiede ed è passibile di interpretazioni differenti anche in funzione dell´;interesse e dell´;approfondimento che gli si intende dedicare. Strumenti, interesse, approfondimento: potrebbero essere queste le parole chiave su cui una politica partecipata e diretta ai cittadini potrebbe (dovrebbe?) agire. Invece ci si basa sulla tiepidezza dell´;elettorato, se vogliamo sulla pigrizia, certamente sull´;immodificabilità delle condizioni che, si predica, quelle sono e solo con quelle bisogna fare i conti. Perciò succede quello che succede, non succede nulla che faccia accendere una fiammella d´;interesse per non dire d´;entusiasmo.Prendiamo il caso delle candidature. La “gente” che può capire, come può percepire la colonizzazione massiccia che ha segnato le liste dei partiti più rappresentativi? Come una scelta obbligata, visto che in Calabria non c´;è nessuno… quindi… Lo stesso dicasi per chi si vede inopinatamente catapultato in quelle stesse liste in forza di rapporti parentali e nient´;altro: “Poverina, almeno è un riconoscimento e un omaggio al lavoro del marito…”.Ma stanno così le cose? Evidentemente no. Che dire, caro Aurelio, delle tue parole sul protocollo di Kyoto, sulla necessità delle politiche ambientali, quando fino a non più di un paio d´;anni fa tuonavi contro queste ubbìe di ambientalisti retrò che volevano frenare lo sviluppo? Ora, Misiti, candidato con Di Pietro, fa un´;inversione a U, e ci può stare, ma domani che ci possiamo aspettare?”Il” fatto, però, rimane la lista Codacons, che vuole anticipare il Partito Democratico, apprendiamo da qualche dichiarazione resa qua e là. Sono convinto ch´;è questa la via da percorrere, purchè sia di superamento della paralisi e dell´;inadeguatezza attuali, purchè rappresenti rinnovamento e riqualificazione della politica secondo le cose che diciamo decine e decine di volte da anni e anni e anni… Con quale piede si parte, però? Con quale personale politico, in forza di quali orientamenti? Non solo dev´;essere permesso, ma è doveroso, dubitare della portata dell´;operazione, anche alla luce del fatto che il fenomeno appare con connotati solo calabresi, visto che in almeno quattro circoscrizioni la lista non è stata ammessa e il quorum del due per cento, alla Camera, può rimanere una chimera. Al Senato è più facile, ma l´;esito finale squassa la Regione, punge e fa male a Margherita e Ds, e che più? C´;è più di uno che dice che comunque va bene così, che è in ogni caso elemento di rottura, che non se ne può più della protervia imperante, che il nuovo non nasce già battezzato e cresimato. Sarà pure così: purchè sia ammesso dubitare e preoccuparsi d´;una possibile antipolitica che trova sponsor in settori e ambienti che la politica dovrebbe dialettizzare e rispetto ai quali non è ammesso soggiaccia.E veniamo a Cosenza. Viale Parco continua a mietere vittime tecniche e amministrative, ma di responsabilità politiche ancora non si parla. Omessi controlli, collaudi mancanti, fretta di consegnare alla città il.. vial dell´;avvenire non hanno inciso sullo scempio? E se fra venti giorni si vota per le politiche, le elezioni amministrative sono subito dopo. Di primarie non si parla più, l´;asse Margherita-Ds scricchiola, Rifondazione Comunista mentre fa iniziative sulla pace, sempre benemerite, non si sporca un alluce per occuparsi di cose più prossime a noi e intanto flirta con Mancini per riportare Catizone a palazzo dei Bruzi.E noi, tutti noi, compresa la mia amica sconsolata, che facciamo? Viviamo da sudditi proni e pronti ad assorbire, a sorbire tutto e di tutto il contrario, oppure ce ne infischiamo della politica, e male faremmo, o vogliamo alzarci le maniche, in tanti, per camminare insieme e ragionare e agire con le nostre teste?di Massimo Veltri