Solidali con Agazio Loiero, ma…

In relazione a quanto accaduto al Presidente della Giunta Regionale Agazio Loiero, esprimiamo tutta la nostra solidarietà. Ma chiunque operi in questa Regione deve, prima o poi, fare i conti con i poteri forti ed intersecati che pervadono questo territorio. L´eccessiva semplificazione dei fatti e dei fenomeni il più delle volte serve ad intorbidire le acque, a far finta di non capire, e a far ricadere responsabilità su organizzazioni e sistemi che per loro definizione e natura sono soliti intimidire e minacciare organi istituzionali e personaggi politici e non. Noi dissentiamo da tali conclusioni affrettate e semplificatrici, e per questo riteniamo che a voler guardare dentro la minaccia e i percorsi di provenienza della stessa, le conclusioni possano essere diverse.Una chiave di lettura diversa io la darei, o comunque proverei a darla, da frequentatore di istituzioni ed uffici regionali; una valutazione di primo acchito considererebbe l´attuale situazione di difficoltà che sta affrontando il Presidente Loiero, difficoltà e critiche provenienti da pezzi importanti dell´apparato politico che lo sostiene, e come noi tutti ormai sappiamo e soprattutto le organizzazioni criminali lo sanno, dopo un atto intimidatorio il soggetto minacciato ne esce notevolmente rafforzato dal punto di vista sia istituzionale che politico; ciò porterebbe a individuare l´autore delle minacce in qualche individuo isolato e non appartenente ad organizzzioni criminali, questo è un primo evidente risultato. L´essere stato oggetto di minacce porta poi il Presidente a dire “che la forte azione di cambiamento promossa dall´attuale amministrazione regionale, è motivo di ribellione da parte di altri poteri consolidati” e questa è una risposta politica ad un fatto criminale, una risposta che sposta l´attenzione sui primi cento giorni di operatività della nuova Giunta accusata, spesso, in modo purtroppo circostanziato, di continuità e contiguità con la Giunta Chiaravalloti.Affermare in un contesto pervaso di forte emotività che “è la paura del cambiamento” ad aver provocato l´atto intimidatorio, probabilmente mediaticamente il messaggio è molto più efficace rispetto ad ogni altra difesa d´ufficio che pure timidamente c´era stata. Assodato che da tutto questo la Giunta ed il Presidente ne escono più forti e convincenti rispetto alla presunta spinta innovativa, operata dal nuovo Governo Regionale, non ci resta che proporre una chiave di lettura diversa ma sicuramente più vicina alla realtà che ci si vuole far credere. Importanti pezzi di apparato regionale sono profontamente delusi dall´operato della Giunta Loiero, in realtà all´interno degli uffici nel periodo elettorale si creano delle forti attese di quanti non essendo riusciti a raggiungere obiettivi di carriera e di posizione, negli anni passati, sperano che l´alternanza di Governo possa favorirli. In realtà dalla visione prospettica interna i cambiamenti sono stati talmente pochi, ed in taluni casi di segno apertamente contrastante, che sono oggetto di discussioni infinite ed accesissime, all´interno degli uffici. Al dipendente regionale che conosce l´apparato, non sfuggono promozioni e gratificazioni a soggetti già in carico alla passata giunta Regionale, e da sempre in sella. In realtà a sentire i funzionari Regionali, cè un grande dissenso interno nei confronti della condotta del nuovo governo regionale;e se all´esterno il nutrito ufficio stampa riesce a stento a far filtrare segnali di rinnovamento e di nuovo corso, ciò internamente non funziona. Il passa parola e la lettura degli atti ufficiali sono univoci nel senso della forte continuità che va oltre la supposta competenza professionale, ben conosciuta all´interno degli uffici. Questo grande e crescente malessere, di centinaia di delusi impiegati e funzionari, in cerca di rivincita e forse di giustizia, sta montando rapidamente ed è, senza voler indicare colpevoli e criminalizzare un´intera categoria, in questo contesto che và cercata la soluzione agli atti di cui è stato oggetto il nuovo Governatore. Questo il Presidente probabilmente lo sa o lo ha percepito, i suoi uomini all´interno degli uffici questo clima lo respirano quotidianamente, ma politicamente evidenziarlo ed ammetterlo sarebbe come fare harakiri. E´ nel cambiamento che la gente ha creduto, e dalla mancata attuazione di questo che la gente è delusa, è da la che viene il malcontento, che si manifesta come spesso si usa in modo deprecabile ed incivile in questa Regione, con atti vili ed intimidatori. Ma il segnale è chiaro ed univoco va verso una politica di seria alternanza e di coraggioso cambiamento, e questo impegno non può essere disatteso.