Stipendio Consiglieri regionali

La volontà pervicace dimostrata dal Consiglio Regionale, nel 2004, con determinazioni prima di Aula e poi in Prima e Seconda Commissione e poi di nuovo in Aula, di approvare, come sempre di notte, in tutta fretta, una fretta sospetta e meritevole di miglior causa, un considerevole aumento delle indennità, legandole e rendendole quasi pari a quelle dei parlamentari nazionali, presa nel momento in cui i cittadini sono costretti a pagare un bollo auto ben più elevato che in altre regioni a causa della crisi finanziaria e degli sprechi della Regione, ha provocato e sta provocando un´;ondata di indignazione tra i calabresi.Si tratta di una determinazione grave frutto della volontà della maggioranza di Chiaravalloti e di parte della minoranza, che dimostrano, ancora una volta, di non avere alcun senso del mandato ricevuto, né istituzionale né politico, e dell¹atteggiamento di fatto connivente della cosiddetta opposizione. Infatti, è questo un provvedimento voluto più o meno da tutti i consiglieri, e non servono, a nascondere questo dato di fatto, i distinguo dell¹ultima ora. Non sono servite le dichiarazioni delle ultime ore di Consiglieri Regionali, di minoranza, ma anche di maggioranza, che di fronte al montare della protesta popolare, cercano di distinguere le proprie responsabilità non contestando mai nel merito il provvedimento, ma dicendo di votare contro per soli e meri motivi di “opportunità”. Per questo anche i distinguo e le “rinunce” all´;aumento di stipendio appaiono, oggi, come una benevola concessione da parte di chi ritiene lo stesso ormai un diritto acquisito, per legge. Senza sporcarsi le mani votandola. E la storia della beneficenza (o elemosina?) fatta con i soldi dell¹aumento dell¹indennità, cioè con i soldi dei cittadini, è veramemente vergognosa, un monumento di ipocrisia! La nostra Calabria non ha bisogno di questa beneficenza. Ha bisogno di una classe dirigente politica che sia capace di dare risposte ai problemi dei calabresi e di assicurare governo. Mentre tutte le altre Regioni del Meridione vanno avanti, solo Calabria e Sicilia continuano a mantenere negli ultimi due anni un trend negativo nella crescita del PIL. Ed è assurdo dire, come pure qualcuno ha fatto, di provare “imbarazzo” a doversi discostare da una scelta condivisa dalla quasi totalità dei consiglieri regionali. A questo si è giunti in Calabria: consiglieri di opposizione di sinistra che “si imbarazzano” ad opporsi ad un provvedimento votato dalla maggioranza di centrodestra! Quello dei consiglieri regionali è un atteggiamento irresponsabile e sbagliato nei confronti delle Istituzioni e dei cittadini. La nuova leggina per aumentarsi gli stipendi non è inopportuna o indelicata, come oggi dichiarano alcuni consiglieri regionali, ma ingiusta e sbagliata, da non approvare né oggi né mai. E´ sempre antipatico parlare dei soldi degli altri, ma c´è un limite oltre il quale non si può andare. Per questo, raccogliendo la forte protesta civile che attraversa in queste ore la nostra regione, intendiamo promuovere un referendum abrogativo della legge, collegandoci ad analoghe iniziative in corso in altre regioni come la Basilicata, e una proposta di legge di iniziativa popolare perchè le indennità dei consiglieri regionali non siano più legate a quelle dei parlamentari, bensì ridotte e dimensionate in una misura equa e dignitosa, ovvero pari alla metà dell¹attuale stipendio di consigliere regionale che è già considerevole. Ciò nè per moralismo, nè per una vuota mistica del pauperismo, ma per una ragione di evidente praticità, giustizia sociale e, soprattutto, efficienza, intesa come rapporto tra costi e benefici di un´attività. Anzi le indennità vanno legate agli obiettivi raggiunti! Stipendi alti, infatti, attirano in politica persone che vedono nella stessa un modo per sistemare se stessi, i propri familiari e amici: ricordate i portaborse? Altro che indipendenza e politica di servizio! Detenere responsabilità politiche non può essere una scorciatoia per un arricchimento facile e ingiustificabile. Uno stipendio decoroso, ma non da nuovi ricchi, contribuirebbe, invece, a rendere più simili le condizioni dei politici a quelle dei cittadini, e a far comprendere più facilmente alle classi dirigenti le necessità e i bisogni dei cittadini stessi. Quanto leggiamo in questi giorni non fa onore né a chi ha proposto questa legge, né a chi la ha approvata né a questa falsa opposizione che, pur ritenendola giusto, ne prende le distanze solo all´ultimo minuto, senza convinzione, e – come da essi stessi dichiarato – per sola opportunità. Dopo quest´;ultimo e poco dignitoso episodio è assolutamente necessario riconsiderare e rivalutare l´aspetto delle motivazioni nella gestione della cosa pubblica. Riduciamo gli stipendi per avere governanti migliori! E´questa una questione che sì riguarda tutta l´Italia, ma che assume aspetti particolarmente gravi in Calabria, regione che soffre di una difficile situazione economica con circa il 30% della popolazione sotto la fascia di povertà e che vive ancora come una ferita aperta l´assunzione a tempo indeterminato dei portaborse, simbolo dei privilegi che un´;intera classe politica, dotata di scarso senso delle istituzioni, ha voluto elargirsi. La campagna perchè vengano almeno dimezzati gli stipendi dei consiglieri va estesa, secondo noi, anche a quanti occupano il ruolo di dirigenti regionali e delle aziende dipendenti dalla Regione. E ciò per le stesse ragioni: perché si sia davvero a fianco e al servizio dei cittadini, e non si diventi classe privilegiata. Ciò valga in primis per i dirigenti delle Asl. Stesso identico principio deve valere anche per i consiglieri comunali di Cosenza. Ci rivolgiamo per questo a movimenti, forze politiche e sociali, associazioni, forum, cittadini che possono aderire dandoci la propria disponibilità a mobilitarsi per questa campagna. A questo scopo è sufficiente inviare una e-mail all´indirizzo calabriacivica@tin.it