SUI DIRITTI DELLE DONNE NON SI TORNA INDIETRO

Mercoledì 8 Marzo 2006 ore 16.00 INSIEME PER MANIFESTAREin piazza 11 Settembre Di quanti passi dobbiamo ancora retrocedere sulla strada dell’affermazione dei nostri diritti? A respingerci indietro oggi, ancori di più, è la recente sentenza della Corte di Cassazione che ritiene la violenza subita da una minorenne meno grave perché la vittima non era vergine. In tale sentenza la considerazione che si fa del reato di violenza sessuale contraddice i contenuti dell’attuale legge, secondo la quale il reato si configura in presenza di costrizione all’atto sessuale, a prescindere dall’integrità morale della vittima e dalla sua vita privata. Tali ragioni hanno cessato di essere motivi di attenuante o di condizionamento del giudizio.Questa sentenza nega i principi ispiratori della legge che dal 1996 tratta la violenza sessuale come reato contro la persona e non contro la morale.Ci indigna maggiormente perché la vicenda racconta di rapporti di potere basati sulla disparità:uomo adulto/minorenne, padre/figlia. E’ una sentenza che riporta ad una cultura assolutoria dell’esercizio violento della sessualità.Siamo sicure di rappresentare il sentire della maggior parte delle cittadine e dei cittadini se ci indigniamo di fronte a notizie e a fatti che rispecchiano un clima volgare e misogino, se ci ribelliamo alla serie impressionante di aggressioni alla dignità della donna che sono sotto gli occhi di tutti. Nessuna sembra essere al riparo da questo residuo di pensiero anacronistico e prepotente: né la donna che si affaccia sul terreno della politica, né la suora che spera protezione dal suo abito, né la giovane studentessa fiduciosa nella possibilità di affermare pienamente i suoi diritti, né le tante donne vittime di relazioni violente all’interno della famiglia.In questa società occidentale, che si dice civile, un diritto irrinunciabile è quello di esprimere la propria sessualità nell’ambito del consenso.Non facciamoci mortificare da questi volgari tentativi di ricondurre le donne in una condizione di soggezione morale e politica.Ai partiti, tutti, diciamo di smetterla di utilizzare il valore delle donne per ottenere consensi elettorali.Noi non siamo solo le mogli di…, le vedove di…, le sorelle di….ABBIAMO UNA STORIA E VENIAMO DA LONTANO.Dalle piazze inviamo un segnale forte che agisce e nomina la libertà e l’autodeterminazione delle donne in difesa di diritti acquisiti a caro prezzo, come la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, la legge sulla violenza sessuale che va interpretata e applicata in maniera rigorosa.Dalle piazze diciamo: Noi siamo quelle che votiamo,ascoltateci e poi fate i vostri programmi!Bene ha scritto Lidia Menapace “nessuno può pensare di fare un programma elettorale che non includa esplicitamente, tra tutte le libertà, quella sessuale e riproduttiva”.Per un futuro più felice e dignitoso per noi, per le nostre figlie e per i nostri figli REAGIAMO, RISPONDIAMO, MOBILITIAMOCI, DIMOSTRIAMO PUBBLICAMENTE LA VITALITA’ E LA FORZA DELLE NOSTRE IDEE. INSIEME in piazza 11 Settembre 8 Marzo 2006 ore 16.00per incontrarsi, manifestare e ascoltare musica