Sul piano Etico, tutti colpevoli

Mentre sul piano penale, processuale ci auguriamo, che tutti i coinvolti nelle gravi vicende calabresi, possano dimostrare la propria estraneità ai fatti al momento loro addebitati, sul piano etico morale sono tutti inappellabilmente colpevoli. Le prove di immoralità, a loro carico non hanno bisogno di ulteriori approfondimenti. Le condizioni economico sociali della Calabria, lo stato dell´ambiente, i livelli di disoccupazione, la sanità, il degrado morale della classe dirigente, le scelte operate nel campo politico-amministrativo, dove si sono privilegiati i curriculum ricchi di note giudiziarie e condanne, altro che Spoil System! Il sistema è evidente è un´altro, è quello Calabrese che ormai appare in tutta la sua tragica complessa evidenza. La giustizia faccia il suo corso, molte saranno le assoluzioni, i Magistrati lavorino sereni, e soprattutto i testimoni vengano lasciati in pace. Il senso civico vuole che quando un cittadino è oggetto di attenzione da parte della Magistratura a questa si sottoponga con gli strumenti che la legge gli consente di usare, ogni altro mezzo di difesa, compresi i clamori mediatici ed i sit-in sono percepiti dalla gente come una volontà di sottrarsi alla giustizia. Ma la legge è uguale per tutti, fino a prova contraria, anche se in un contesto specifico abbiamo dovuto pure sentire da parte di un Assessore dell’attuale Giunta Regionale “la legge sono io” lo stesso che solo qualche giorno fa, appena dopo che era stato raggiunto dall’avviso di de Magistris, urlava in un luogo pubblico “Lei non sa chi sono io” contro una impiegata che faceva, nient’altro che il proprio dovere. Perché tutti, colpevoli? Perché coloro che frequentano il palazzo sapevano e tolleravano o forse partecipavano anche, ecco perché non assolviamo nessuno, da tempo chiedevamo a coloro che si sentivano diversi di uscire allo scoperto e denunciare, era meglio farsi da parte prima, oggi è troppo facile. L’attacco ai Magistrati, ed la stessa delegittimazione dei testimoni, è una storia già vista.Questo, accadeva nell´era Berlusconi, questo, accade oggi con la sinistra di Governo. Ma la condanna del popolo è giunta, inappellabile, unanime, colpevoli, tutti colpevoli. Non c´è assoluzione o giustificazione alle assunzioni familistiche o amicali, pur difesa da questa classe politica come non legalmente perseguibili, e pertanto corrette, se pure nel settore privato questo è tollerabile, nel pubblico è una vera “porcheria” che chiunque la difenda merita l’estromissione dalla pubblica amministrazione. E così orde di congiunti, amiche e concubine invadono gli uffici regionali e degli enti pararegionali, ignorando di fatto migliaia di giovani disoccupati, invalidi e precari, padri di famiglia che tra l’altro, non possono contare su un papà da 15.000,00 euro al mese di stipendio. Il tentativo di difesa di qualche politico Regionale con responsabilità di giunta ci lascia sgomenti, inorriditi, ma soprattutto indignati, il figlio, la cognata il genero per uno, tutta la famiglia per qualcun altro, l’amante, il fratello di lei e il padre di lei per un altro, noto per le sue transumanze, ci fermiamo qui per non stimolare ulteriori conati di vomito. Come può difendersi questa classe dirigente, in merito alle condizioni dell’ambiente, che risulta in pieno degrado, il mare da bere, ci spingerebbe a chiedere per i nostri rappresentanti una punizione dantesca, quale condanna migliore. Inutile tirare in ballo, poi l’A3, la 106, la 107 che non sono numeri di una “roulette” ma che della “roulette Russa” hanno molto, o le altre infrastrutture che con tutte le risorse fagocitate potrebbero essere oggi non solo percorribili in sicurezza ma anche patinate di oro al posto dell’asfalto o dei binari. Si può, questa classe dirigente assolvere per lo stato della sanità o dell’informatizzazione che vuol dire qualità della vita e modernizzazione di un territorio per ridurre quel gap secolare che le risorse comunitarie dovevano contribuire a ridurre? Vorremmo che il dibattito si spostasse dalle questioni giudiziarie a quelle etiche, vorremmo che venisse smentita anche la voce secondo cui, pure, un alto prelato Calabrese, pare, si fosse raccomandato per sistemare il nipote (pag. 116 del DECRETO DI PERQUISIZIONE PERSONALE E LOCALE, della Procura presso il tribunale di Catanzaro), e soprattutto vorremmo conoscere le tesi di coloro che se la sentono di difendere le scelte fatte negli ultimi trenta anni di malgoverno regionale.Giorgio Durante Presidente Calabrialibrewww.calabrilaibre.it info@calabrialibre.it