Sventato il raggiro stop alle fondazioni politiche

“Il tentativo di far nascere le fondazioni di partito, fallito grazie all’opposizione dell’Italia dei Valori, è un esempio di come i partiti tentino, in ogni occasione, di aumentare le proprie entrate a spese dello Stato e dei cittadini. In questo caso ci hanno provato nel peggiore dei modi inserendo in una legge che nulla aveva a che fare con le fondazioni un emendamento che invece le istituiva. Il tutto con l’accordo di maggioranza e opposizione. La vicenda si è svolta alla Camera nella Commissione Affari Costituzionali e la proposta di legge è la 1667.Il progetto di legge ha come fine quello di spostare il termine previsto per la richiesta di rimborso elettorale che spetta ai partiti all’indomani delle elezioni, consentendo in questo modo a tutte le formazioni politiche di presentare la richiesta in tempo utile.Uno degli emendamenti presentati a questa legge stabiliva la nascita delle fondazioni politico&#45culturali. Queste avrebbero potuto ottenere soldi pubblici e utilizzare personale della pubblica Amministrazione, che sarebbe stato collocato in aspettativa. Non solo. Se questo personale avesse ricevuto promozioni e aumenti di stipendio da parte delle fondazioni, tali avanzamenti sarebbero rimasti validi nel momento del rientro nella pubblica Amministrazione. Infine c’è un punto che spiega la vera finalità di questo emendamento.Da un lato si dice che non è possibile per le fondazioni trasferire del denaro al partito di appartenenza. Ma dall’altro gli è consentito trasferire ai partiti beni e servizi. Si tratta quindi di quella che in gergo contabile è chiamata partita di giro e che per i cittadini, invece, sarebbe stata una presa in giro.L&acute&#59Italia dei Valori non ha nulla contro le fondazioni, ma è contraria se chi le deve pagare sono i cittadini. Visto che i partiti già prendono valanghe di soldi con i rimborsi elettorali non è certo il caso di concedergliene altri. Questa volta il gioco non è riuscito perché l’Italia dei Valori ha fatto conoscere la vicenda all’opinione pubblica che si è giustamente indignata. Davanti alle proteste dei cittadini e temendo l’impopolarità che ne sarebbe derivata i partiti hanno fatto marcia indietro e dopo aver congelato l’esame della legge per ben due mesi l’emendamento è stato ritirato definitivamente.”Silvana Mura