Sviluppo Un Intervento di Michelangelo Tripodi

Michelangelo TRIPODI (CI)Intanto credo che è un po’ deludente il clima attorno ad un dibattito di questa natura, che riguarda proprio il destino, le prospettive, il futuro della Calabria, temi fondamentali che poi ineriscono alla condizione di una regione che è povera, che è tra le regioni dell’Obiettivo 1 della Comunità europea, tra le regioni che vivono in una condizione di sottosviluppo, di area depressa, una regione che vive uno stato di disoccupazione – anche gli ultimi dati più recenti la collocano ad essere nella graduatoria europea la prima, purtroppo, per il livello di disoccupazione -, che vive una condizione sociale difficile, che non ha infrastrutture, che non ha una condizione complessiva del suo assetto economico e sociale che la possa far considerare una regione moderna, avanzata.Mi sembra grave che in una situazione di questo genere non si abbia la consapevolezza nella massima Assemblea elettiva della Regione di quale è oggi il compito della Regione, di quali sono gli obiettivi perché in qualche modo questa che viene considerata l’ultima grande occasione per determinare una condizione nuova di sviluppo, di crescita della Calabria, per farla uscire dal sottosviluppo, per ridurre drasticamente i tassi della disoccupazione, per consentire di agganciare in qualche modo le Regioni più avanzate, più forti, più ricche di questo Paese e dell’Europa. Eppure, ripeto, non mi sembra ci sia la consapevolezza di tutto questo non c’è nel Consiglio regionale, se c’è una totale disattenzione rispetto a queste questioni, se la discussione che facciamo qui dimostra di essere tutta un’altra cosa rispetto alle attese dei cittadini della Calabria, ne parlava Mistorni, attorno alla questione dell’Agenda 2000 come è stata denominata diffusamente si è creata un’attesa enorme, straordinaria. Tutti hanno pensato, immaginato, tutti abbiamo ritenuto che Agenda 2000 fosse la chiave per aprire la porta che ci avrebbe consentito di superare il gap del sottosviluppo, dell’arretratezza.Rispetto a questo c’è stato un processo. Ricordo all’inizio di questo percorso grandi convegni, grandi partecipazioni, l’interesse di tutte le categorie produttive, dei soggetti sociali, degli ordini professionali, delle associazioni professionali, un grandissimo interesse rispetto a questo che era lo strumento di Agenda 2000. Una grande partecipazione anche ai tavoli della concertazione con uno spirito positivo improntato ad una grande speranza, una grande fiducia su Agenda 2000, sulle prospettive della Regione.In questo senso, ricordo che era stato avviato anche un metodo nuovo nella fase di Giunta regionale di centro-sinistra, non a caso si è avviato un processo che si è concluso in Consiglio regionale attraverso un voto del Por, del Programma operativo regionale, avvenuto in Consiglio regionale durante quella parte di governo di centro-sinistra.Ebbene, io vorrei domandare non solo e non tanto all’assessore Bagarani, che spesso rischia di essere una sorta di foglia di fico, rispetto a logiche…(Interruzione)Ora mi spiego, ripeto e ribadisco. L’assessore Bagarani certamente – ed io così immagino e penso – proprio perché è un assessore tecnico, non può assumere su di sé una serie di grandi responsabilità di natura prettamente e schiettamente politica che attengono intanto alla direzione politica del governo regionale, alla guida di questa Regione. Non c’è dubbio che noi non vogliamo, né io ritengo di dover scaricare sull’assessore Bagarani le deficienze, i ritardi, le situazioni di grande preoccupazione che stanno emergendo e che emergono dalla sua relazione e dal rapporto sull’attuazione al 30 settembre 2001 del Programma operativo regionale. Altro che sviluppo della regione, noi ci troviamo in presenza di una situazione nella quale, per tentare di evitare di perdere i finanziamenti della prima annualità, perché di questo si tratta, abbiamo dovuto fare ricorso ad uno strumento di copertura finanziaria che ha un carattere fittizio: quello dei cosiddetti progetti sponda. Cioè, di opere che vengono realizzate da altri soggetti a partire dai comuni, che non rientrano molto spesso in una programmazione complessiva, che non danno sviluppo nei termini in cui era pensato il ragionamento del Programma operativo regionale e che servono solo per capitalizzare, per determinare sostanzialmente un accumulo finanziario che ci consente di dire “abbiamo speso una ics somma come Regione Calabria e in questo modo non incorriamo nelle sanzioni della Comunità europea”.Ma questa che logica è e quali risultati può produrre sul lungo termine, perché una cosa è pensare di capitalizzare e tamponare una condizione di ritardo preoccupante che si manifesta sul breve termine, ma certamente questa è una operazione che sul medio e lungo termine sarà fallimentare e determinerà quello che noi abbiamo già denunciato, cioè il rischio grande di perdere alla fine risorse ingenti del Por di Agenda 2000 e di non produrre nessun risultato. Peraltro, è venuto – assessore Bagarani – lo scorso anno in Calabria il commissario Barnier, che ci ha detto alcune cose e tra queste una importante da questo punto di vista – lo ricordo bene – e cioè che la Calabria non solo è sotto osservazione per l’esperienza pregressa e che comunque rispetto ad altre Regioni europee che erano nella stessa condizione della Calabria, della Spagna, dell’Irlanda e di altri Paesi la Calabria pur avendo avuto gli stessi strumenti, la stessa possibilità, gli stessi salari di finanziamento invece di andare avanti, è andata indietro. Eppure i soldi sono stati spesi, lei ci ha informati per esempio che sul Pop 94ᇷ noi abbiamo speso tutti i soldi, ma io domando a lei e ci domandiamo tutti: tutti quei soldi che sono stati spesi con il Pop 94ᇷ quali ricadute in termini economici, sociali, occupazionali hanno determinato per la nostra regione, se poi gli indicatori sociali dicono sempre che siamo gli ultimi degli ultimi e il sud del sud?Lei è romano, non è calabrese, ma certamente noi avvertiamo direttamente il peso di essere rappresentanti del popolo calabrese e di una condizione nella quale da rappresentanti del popolo calabrese ci accorgiamo che si pesta l’acqua nel mortaio in questa situazione e certamente non possono essere tollerati anche i tentativi che abbiamo ascoltato in questi giorni, come quello di chi dice “non vi preoccupate, dopo il 2006 la Calabria ci sarà ancora”, io vorrei che la Calabria non ci fosse più dopo il 2006 tra le Regioni dell´;Obiettivo 1.Abbiamo letto in questi giorni sui giornali e qualcuno si è rallegrato di questa possibilità, io non mi rallegro affatto perché già questo significa anticipare una conclusione, già dire oggi che Agenda 2000 è destinata al fallimento definitivo e che comunque non bisogna preoccuparsi perché ancora sarete nell’Obiettivo 1 e la Calabria sarà forse l’unica Regione del Mezzogiorno che potrà – visto che non mutano i suoi indici, non mutano i parametri – avere le condizioni previste dalla Comunità europea per rientrare ancora dopo il 2006.Io credo che se dovesse verificarsi un fatto del genere, sarebbe una sconfitta generale e certamente le responsabilità poi saranno di natura diversa, c’è un impegno specifico, un ruolo che assume la Giunta regionale nel suo complesso, che ha avuto già una fase importante, da più di un anno e mezzo, di governo Chiaravalloti, quindi c’è la possibilità, e con questa discussione noi cogliamo l’occasione, di fare anche una sorta di bilancio complessivo del governo regionale per sapere e capire a che punto siamo sul Por. Discutiamo sul Por, ma fra qualche settimana, mi pare il 4 marzo discuteremo della sanità che rappresenta il 50ᇐ per cento del bilancio della Regione e anche lì vorremmo fare il bilancio e capire cosa si è fatto, a che punto siamo in questi due anni di governo della sanità calabrese sotto la guida del governatore Chiaravalloti, vorremmo capirlo non per caricare responsabilità all’assessore Rossi, che solo da qualche mese è qui. Ma vorremmo capire chi si assume la responsabilità dei 1000 miliardi di disavanzo della sanità e del fatto che per rispondere ai 1000 miliardi si è dovuto introdurre l’euro ticket, ma non si colpiscono invece le spese parassitarie, clientelari, improduttive della sanità perché si favoriscono e si continuano a favorire le lobbies che nella sanità sono cresciute, ingrassate e si sono arricchite sulla pelle degli ammalati calabresi.Rispetto a questo alcune domande vorrei farle all’assessore Bagarani nella sua funzione e nel suo ruolo tecnico.Intanto, vorremmo capire, rispetto a questo progetto complessivo che voleva in qualche modo avviare una fase di autogoverno della Regione fondata sulla ipotesi e sulla costruzione di forme di sviluppo locale, come noi pensiamo di dar gambe ad una ipotesi di questo genere, quando i Pit, i famosi programmi integrati territoriali che dovevano essere in qualche modo lo strumento fondamentale con i comuni, con tutti i soggetti che dal basso si organizzano per promuovere forme di sviluppo, possono andare avanti, possono avere una prospettiva, se davvero oggi ci accorgiamo che sono un vero e proprio contenitore svuotato di risorse, di mezzi, in una condizione nella quale non si danno le indicazioni, non si fanno le linee guida.Mi pare che siamo in una condizione aberrante, ché si organizzano i Pit, sono stati istituiti i Comitati di gestione, si nominano i Presidenti ma per far che quando la Regione non dà una lira? Quando in altre Regioni i Pit hanno avuto il 30 per cento del Programma operativo regionale sul terreno della gestione, mentre qui voi state facendo i bandi con una operazione di copertura finanziaria totale delle misure; questa è la verità ed è stato fatto in una serie di misure. Perciò, se ci sono i Pit, mi dovete spiegare come si fa a mettere a bando tutta la misura. Questo è un problema serio da questo punto di vista e su questa questione vuol dire che non c’è la volontà, assolutamente, di procedere in questa direzione.Poi faremo l’elenco, assessore Bagarani, e poi vorremmo capire come mai siamo ancora all’assenza, dopo una serie di pasticci che si sono determinati delle linee guida e di tutto quello che riguarda l’asse città. Qui c’è un problema che riguarda le grandi città della Regione, che sono interessate fortemente all’utilizzazione di quelle risorse che lì sono contenute e siamo invece in presenza di un ritardo gravissimo inaccettabile in questa direzione. Quell’asse ancora non è partito assolutamente e non si capisce, non si sa quando si avrà intenzione di avviare una qualche indicazione.Allora, assessore Bagarani, ma mi rivolgo a tutta la Giunta regionale, io credo che questa discussione…(Interruzione)A tutta la Giunta, a quella che c’è, voi riferirete, siete sempre insieme, avrete occasione di parlare anche col Presidente e avremmo desiderato che il Presidente fosse presente a questo confronto, che si fosse liberato da altri impegni, vista la centralità del Consiglio regionale e di questa discussione odierna.Al di là delle ilarità e delle battute che non stemperano certamente una situazione grave che noi registriamo, vi pregherei anche di capire che non stiamo parlando di una legge e di un provvedimento secondario, ma di materie, di cose, di contenuti su cui ci sono state battaglie, si è tentato di avviare un percorso e dobbiamo prendere atto e purtroppo dobbiamo riscontrare che rispetto a questo c’è una condizione di assoluto ritardo. Peraltro, cosa ha rappresentato in questa vicenda anche la demolizione di tutta la struttura tecnica che era stata costruita per sostenere con forza quel progetto, quell’idea, quel tentativo che si era avviato? Lì si è andati all’allontanamento anche di dirigenti ed esperti che erano stati nominati dal centro-destra e che ad un certo punto non hanno aderito alle direttive che venivano date e che spesso erano illegali e illegittime e certamente hanno deciso di prendere la valigia e di andarsene da un’altra parte.Rispetto a questo e riguardo ad una situazione che è rimasta appesa, noi ci auguriamo che le cose cambino e ci sia una effettiva svolta, ma abbiamo molte ragioni per dubitare che poi questo possa davvero avvenire, sicuramente però non vorremmo che dopo che è stata licenziata la struttura tecnica, alla fine, dopo che lei ha cercato di portare a compimento per la parte che riguardava l’architettura del progetto, tocchi ad altri lo stesso destino perché adesso arrivano quelli che pensano che il Por non è quello che può essere: un’idea di un futuro nuovo e diverso della regione. Ma pensano invece a come mettere le mani sulle misure, a come tentare di spartirsi la torta per ritornare a fare quel che si è fatto col vecchio Pop 94ᇷ, per cui la Comunità europea alla fine ci ha detto “i soldi li avete spesi, ma non avete realizzato nulla”.Io non vorrei che nei prossimi anni e nei prossimi mesi fosse questa l’attività prevalente di chi ha le leve del potere, di chi gestisce tutto il compito delle funzioni fondamentali nella Regione Calabria.Con questa nota di preoccupazione e con l’invito a determinare una condizione di chiarezza sulle questioni e di informazione ai cittadini, credo, assessore Bagarani, che sarebbe giusto che in qualche modo i cittadini possano avere la possibilità di sapere quel che sta accadendo, che si muove, che in qualche modo abbiano la possibilità di capire che determinate speranze che erano state riposte in quella misura, in quel provvedimento debbano essere in qualche modo poste nel cassetto.Se così sarà, io non sarò sicuramente contento di questo perché io non vorrei che questa occasione per la nostra regione fosse una nuova occasione sprecata e perduta, io vorrei che invece, perché penso di svolgere la funzione di consigliere regionale e di guardare agli interessi generali di questa regione che questa condizione, questa situazione possa avere una svolta, un impulso positivo.Allo stato attuale le notizie che abbiamo, i segnali che abbiamo, i fatti che abbiamo avuto occasione e modo di verificare non danno questa indicazione, non incoraggiano alla speranza, non vorremmo che fosse davvero la fine della prospettiva e che alla fine nel 2006 la Calabria invece di accorciare il suo divario in termini di prodotto, di occupazione, di capacità complessiva del sistema, di essere all’altezza, di essere competitiva, alla fine nel 2006 dovesse ancora prendere atto che il divario è continuato a crescere e che invece di avvicinarsi alle regioni ricche, si è avvicinata alle regioni che sono dall’altra parte del Mediterraneo, non vorremmo arrivare a questo.C’è una grande responsabilità in tutto questo, nell’attuale classe dirigente, nell’attuale Giunta regionale. Siccome noi siamo interessati a determinare e a creare le condizioni di una prospettiva e di un futuro diverso, penso che il centro-sinistra è disponibile a fare tutto quello che è necessario per dare una mano se è possibile, se questo è richiesto da chi ha oggi la responsabilità del governo, per impedire che tra le tante nostre grandi cattedrali nel deserto, Agenda 2000 sia la più gigantesca cattedrale mai costruita in Calabria.