TAGLIAMO IL LEGAME TRA MAFIA E POLITICA

CARISSIMI SPERANDO DI FARE COSA GRADITA VI ALLEGO UN MIO ARTICOLO APPARSO OGGI SU APRILEONLINE.INFO CORDIALI SALUTI NUCCIO IOVENE TAGLIAMO IL LEGAME TRA MAFIA E POLITICANon c&acute&#59é e non ci può essere nessun “pacchetto di voti” in grado di giustificare candidature in odore di mafia e relazioni perverse con le organizzazioni criminali. La proposta di autoregolamentazione avanzata dalla Commissione è un primo passo, sopratutto se non si limiterà all&acute&#59enunciazione di buone intenzioni ma diventerà pratica concreta La Commissione parlamentare Antimafia ha votato all&acute&#59unanimità, nella sua ultima riunione, un documento contenente le indicazioni che sarebbe opportuno seguire in occasione delle prossime elezioni amministrative, al momento della individuazione delle candidature. E&acute&#59, ovviamente, un documento di indirizzo e non una norma giuridica, ma è indicativo che su questo punto la politica si sia posta il problema di non delegare tutto, e solo ex&#45post, alla magistratura. Era dai tempi della presidenza Chiaromonte della commissione, nel corso della X legislatura, che non ci si dotava di uno strumento analogo. Ora ovviamente spetta alle forze politiche fare proprie queste indicazioni ed adottarle in occasione della formazione delle liste. E spetta all&acute&#59opinione pubblica, ed al mondo dell&acute&#59informazione non “embedded”, controllare la coerenza dei comportamenti e la congruità delle scelte. Ogni anno sono decine le amministrazioni comunali che vengono sciolte per inquinamento mafioso, ed alcune di esse lo sono state anche più volte nel corso degli ultimi anni. Il rapporto mafia&#45politica continua ad essere, soprattutto nel mezzogiorno, tema centrale ed ineludibile che non può essere risolto solo dalle inchieste giudiziarie. C&acute&#59è una responsabilità che attiene tutta alla politica, ai partiti ed alle loro scelte. Sulla quale la sinistra deve tornare con forza a fare “lotta politica” ed essere “diversa”. Non c&acute&#59è e non ci può essere nessun “pacchetto di voti” in grado di giustificare candidature in odore di mafia e relazioni perverse con le organizzazioni criminali. La proposta di autoregolamentazione avanzata dalla Commissione è un primo passo, soprattutto se non si limiterà all&acute&#59enunciazione di buone intenzioni ma diventerà pratica concreta. Queste le indicazioni previste:”I partiti, le formazioni politiche e le liste civiche che aderiscono alle previsioni del presente codice si impegnano a non presentare come candidati alle elezioni dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso decreto che dispone il giudizio, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione, ovvero che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive, ovvero che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva, allorquando le predette condizioni siano relative a uno dei seguenti delitti: a) delitti di cui all&acute&#59articolo 51, comma 3 bis, del codice di procedura penale&#59 b) estorsione (articolo 629 del codice penale), usura (articolo 644 del codice penale)&#59 c) riciclaggio e impiego di danaro di provenienza illecita (articolo 648 bis e articolo 648 ter c.p.), d) trasferimento fraudolento di valori (articolo 12 quinquies della legge 7 agosto 1992, n. 356)&#59 e) omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte ad una misura di prevenzione disposta ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575, nonché da parte dei condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall&acute&#59articolo 416&#45bis del codice penale (articolo 31 della legge 13 settembre 1982, n. 646)&#59 f) attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)&#59 I partiti, le formazioni politiche e le liste civiche che aderiscono alle previsioni del presente codice si impegnano, altresì, a non presentare come candidati alle elezioni di cui al comma 1 coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni: a) sia stata disposta l&acute&#59applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575&#59 b) siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero della legge 31 maggio 1965, n. 575, così come successivamente modificate e integrate&#59 c) siano stati rimossi, sospesi o dichiarati decaduti ai sensi dell&acute&#59articolo 142 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Il presente codice di autoregolamentazione si applica anche alle nomine di competenza del Sindaco e del Presidente della Provincia. I partiti, le formazioni politiche e le liste civiche che intendono presentare, come candidati alle elezioni di cui al comma 1 dell&acute&#59articolo 1, cittadini che si trovino nelle condizioni previste dal medesimo articolo 1 si impegnano a rendere pubbliche le motivazioni della scelta di discostarsi dalle indicazioni del presente codice di autoregolamentazione.” Le elezioni del prossimo mese di maggio saranno il primo significativo banco di prova. Nuccio Iovene Senatore DS&#45L&acute&#59Ulivo Commissione Parlamentare Antimafia