Talarico chiarisce

Tutto inizia con la notizia che Il Quotidiano della Calabria dà in prima pagina a proposito dell’inchiesta in corso da parte della Procura della Repubblica di Reggio Calabria sui rimborsi ai gruppi del Consiglio regionale. Secondo il giornale sarebbero finiti sotto la lente degli inquirenti fatture per discoteche, detersivi, gratta e vinci ecc…
La notizia viene ripresa dai tg e dai giornali nazionali. Tra questi c’è il giornale L’unità, che, nell’edizione di giovedì 4 aprile, cita come gruppo attenzionato dagli inquirenti quello di “Progetto democratico”. Il fatto curioso è che tra i membri di questo gruppo vengo anch’io annoverato, in quanto ex IDV ed ex Rifondazione. In verità, come tutti sanno, appartengo sin dall’inizio della legislatura al gruppo di IDV e non ho mai fatto parte di Rifondazione comunista.
Dopo aver inviato una lettera di smentita al direttore dell’Unità ricevo un SMS dell’articolista, tale Ursini, il quale scrive che avrebbe voluto dire un’altra cosa e che il senso dell’articolo era un altro (mah!). Il direttore de l'Unità, nel frattempo, ha interrotto la collaborazione con il giornalista.
Il giorno dopo, Calabria Ora, a titoli cubitali, scrive: “Confessate. L’Unità tira fuori cinque nomi. Vengono tirati in ballo Rosario Mirabelli, Mimmo Talarico, Giovanni Nucera, Luigi Fedele e Giovanni Bilardi”. Prendo carta e penna e chiedo al direttore di Calabria Ora, Piero Sansonetti, di rettificare la notizia.
In tarda serata ricevo una telefonata da parte di quest’ultimo. Si parla di garantismo, di fughe di notizie ecc.. In riferimento all’inchiesta in corso cito, en passant, un caso di contestazione di una ricevuta di taxi che mi era capitato personalmente: un mio collaboratore, mesi fa, non provvedette alla rendicontazione di quel biglietto pensando che si trattasse di un biglietto di discoteca. In verità si trattava solo di un comunissimo biglietto di taxi che recava la pubblicità di una discoteca. L’indomani mattina in prima pagina di Calabria Ora titolone: “Sono io quello della lap dance, ma è una bufala”. All’interno del giornale, un altro articolo dal titolo ancora più perfido: gratta e …ruba “Ero io quello della Lap dance… Talarico (idv) allo scoperto”. Della mia richiesta di rettifica nessuna traccia, mentre L’unità, con tanto di precisazione di Ursini, la riporta a pagina 16 dell’edizione del 6 aprile, fedelmente.
Resto basito. Per tre giorni il mio nome compare sui giornali senza che nessuno (magistratura, forze dell’ordine, funzionari regionali) mi abbia contestato alcunché, ma semplicemente perché il primo giornalista (Ursini de L’Unità) si confonde riguardo alla composizione dei gruppi consiliari, il secondo (Tripepi di Calabria Ora) rilancia una notizia infondata, mentre il terzo (Il direttore di Calabria Ora), più maldestramente, utilizza l’esempio da me fatto a proposito di possibili errori che si possono commettere nel valutare una pezza giustificativa, per sbattermi sulle prime pagine e per corroborare la sua tesi sull’inchiesta in corso.
E’ comprensibile che in altri momenti la sequela di notizie a cui ho fatto cenno sarebbe probabilmente passata inosservata e/o non avrebbe occupato lo spazio che ha occupato. Viviamo, però, un momento particolare e sale dall’opinione pubblica una comprensibile e spesso giusta ondata di indignazione contro la politica. E’ facilmente immaginabile, quindi, il danno di immagine causatomi da questo rimbalzarsi di notizie, fondate su un errato presupposto di origine.
Da qui la necessità di comunicare con tutti coloro che mi conoscono. Lo faccio attraverso la rete. Qui nessuno può censurarmi o modificare il senso delle mie parole.