TANTO RUMORE PER NULLA

La civile e consistente mobilitazione spontanea dello scorso 8 luglio a piazza Navona meriterebbe una riflessione “altra” e alta, non certo la farisaica indignazione di tutti quelli, Pd compreso, che denunciano le gravi e inaccettabili offese rivolte in essa al capo dello Stato e al Pontefice, spostando così l´attenzione dallo scempio e dalla devastazione che il governo sta facendo, nei fatti e nella sostanza (con decreti e disegni di legge nefandissimi e abominevoli, inconcepibili in uno Stato di diritto e non previsti in nessun altro Stato democratico) della Costituzione italiana e del profondo degrado dei comportamenti di coloro che ricoprono alti incarichi e che attentano alla stessa dignità e autorevolezza delle Istituzioni(vedi Parlamento divenuto mero esecutore della volonta´; di Berlusconi e delle sue priorità del tutto personali e illegittime e nel quale i rispettivi Presidenti non si conformano certo a criteri rigorosi di imparzialità, che li vorrebbero super partes, garanti dei diritti della minoranza e depositari, per la stessa carica che ricoprono, del decoro e dell´autorevolezza dell´intera Assemblea).Accade così che, non solo non si denunci, ma non si accetti e si consenta di denunciare tale mero dato di fatto nemmeno ad altri in una pubblica piazza e cioè il gravissimo deficit di politica e di democrazia che si sta vivendo e attuando spudoratamente ormai da anni in Italia.Paradossalmente, siamo costretti ad assistere ad un´;alzata di lance in resta e a un moralismo alla rovescia o di ritorno proprio da parte di chi e di coloro, (perchè, sia ben chiaro, sono tanti e non uno solo), hanno tollerato con “nonchalance” e praticato disinvoltamente i più innaturali connubi tra politica, affari, economia e finanza, identificando e confondendo gli interessi dello Stato con quelli del partito e con i propri, in un cinico gioco al massacro e all´assalto alla diligenza che ha portato il Paese all´attuale declino economico, politico e culturale.- In una totale assenza, cioè, di etica pubblica della responsabilità e di assunzione e riconoscimento di dirette gravi carenze, complicità, omissioni e silenzi;- fatto totale deserto e tabula rasa di criteri oggettivi di meritocrazia, competenze, conoscenze e capacità acquisite e conclamate, in tutti i campi;- in questa caduta del tutto verticale e senza freni e contrappesi verso l´;abisso in cui siamo precipitati via via con governi i cui ministri sono apparsi del tutto inadeguati ai compiti che gli erano stati affidati, con il più consistente deficit pubblico dei paesi europei, un’economia a crescita zero, un’irreversibile perdita di potere d’acquisto dei salari, una selvaggia e indiscriminata precarizzazione del lavoro e un indice elevato di disoccupazione in alcune aree del paese, nonostante le ingenti risorse economiche e gli aiuti statali, regionali e comunitari erogati, per decenni e decenni, e dissoltisi nel nulla, senza creare, nei territori interessati, ne’ sviluppo ne’ alcuna crescita;- con Parlamenti non più eletti dai cittadini, ma nominati nei loro membri direttamente dai partiti, con leggi “ad personam” che hanno mirato a rendere impossibile per la Magistratura perseguire il malaffare, la corruzione dilagante, gli abusi, le concussioni, il falso in bilancio, che hanno ridotto i tempi della prescrizione, per giungere con l’ultimo lodo a riconoscere l’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato per reati, udite udite, comuni;ebbene, il danno maggiore, secondo codesti recidivi responsabili di un tale macroscopico sfascio e disastro economico, politico-istituzionale, sociale, culturale e ambientale verrebbe dalla “Piazza” in cui spontaneamente sono affluiti centinaia di cittadini provenienti da varie parti d’Italia, la maggioranza, senza richiami di partito, né investiture di rappresentanza dall’alto, senza false spinte sindacali, ma chiamati solo da un’esigenza civile, etica e culturale, quella di difendere principi e valori fondamentali quali l’uguaglianza dei cittadini dinnanzi alla legge, il rispetto dei diritti umani e delle minoranze etniche e di richiamare l’opposizione ai suoi obblighi e compiti di intransigenza, coerenza e rigore di impegno e di lotta. In verità, può negare l’evidenza e misconoscere l’importanza e il vero senso di una spontanea e massiccia mobilitazione, come è stata quella di piazza Navona, solo un’incancrenita, ormai, putrefatta e maleodorante cattiva coscienza politica, solo questa può, perfidamente, nutrire e manifestare un tale preconcetto risentimento profondo per la “piazza”, un così rimosso gigantesco senso di colpa ingurgitato fin ad inabissarsi nelle profondità più cavernose e ancestrali, non tanto psichche, ma viscerali, per essere disinvoltamente non elaborato, ma eliminato come una normale tossina, solo chi e’ portatore di un così metastatico cancro che ne ha devastato tutti gli organi fino a penetrare negli stessi neuroni cerebrali, così da ottundere e ottenebrare ogni pur minima capacità di discernimento, come di intendere e volere.Accade così, in un teatro dell’assurdo, che questo assai modesto e mostruoso teatrino e zoo (senza offesa per gli animali) politico nostrano, rabberciato, scadente, volgarissimo, squinternato, meschino, opaco, cricca sterminata di boiardi e nuova “feudalità” postmoderna:- primo attore indiscusso in materia di bagarre, pesanti oscenità e volgarità;- sempre pronto ad auto-assolversi, auto-incensarsi, auto-attribuirsi, di continuo, laute prebende, indennità, privilegi, immunità, del tutto eslege, ponendosi al di sopra e al di fuori della legge e della stessa Costituzione;- che approva, da anni, senza soluzione di continuità, leggi-vergogna e “ad personam” (Gasparri, Cirielli, Schifani ecc. ecc.); – che rivolge reiterati attacchi e offese, queste sì pesantissime e della peggiore specie, con improntitudine alla Presidenza della Repubblica, a magistrati nell’esercizio delle loro funzioni, dichiarati pubblicamente ”mentalmente disturbati”;- che assolve Mussolini: “Sì, Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino”(sic);- che si arrischia in improbabili riferimenti storici su ancora non ben identificati personaggi quali “Romolo e Remolo”;- che definisce “eroe” un certo Mangano, mafioso patentato e riconosciuto;- che sostiene che:” ´;´;I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati´;´;, appunto in nome di un revisionismo che vorrebbe porre sullo stesso piano Resistenza e Repubblica di Salò, equiparare il sacrificio degli uni e degli altri, in una torbida e oscura notte un cui “tutte le vacche sono nere” ;- che incorre ripetutamente nel reato di vilipendio della bandiera nazionale e delle istituzioni;- che ha sdoganato, in primis, insieme con il Fascismo, l’uso di un linguaggio virulento, non certo metaforico e per nulla aulico, anche ad opera di redivive ordalìe padano-nordiche, che minacciano secessioni, presa di fucili tenuti caldi e sempre pronti, ritornando a riti paganeggianti che attingono al Po e alle sue acque;- che si è, senza limiti e riserve, esercitato nel predisporre ingiustificate, indegne e inqualificabili azioni di ludibrio e scempio nei confronti di on.li senatori a vita di specchiata fama scientifica e trasparenza etica a cui venivano offerte “stampelle a domicilio”, irrisi e trattati come zimbelli e fatti oggetto di continuo scempio semplicemente perché esercitavano un loro diritto riconosciuto dalla Costituzione quello del voto;- che ha nominato, addirittura, ministri della Repubblica,(al di là e indipendentemente dai rotocalchi, dal mondo televisivo, dal gossip pruriginoso e dalla vita privata che resta tale, anche se non certo specchiata e irreprensibile, come dovrebbe essere quella di chi ricopre cariche pubbliche) in base a un mero criterio mediatico, estetico, direi, pubblicitario e di marketing e non per specifiche capacità, competenze ed esperienze formative e professionali maturate e funzionali al dicastero che viene attribuito, secondo una vulgata mistificatoria propria di un becero gallismo latino da strapazzo che ritiene la donna, esclusivamente, dotata di capacità seduttive e conturbanti(vedi, anche il caso dell’ex annunciatrice Rai Virginia Sanjust di Teulada cooptata ad “esperta della Presidenza del Consiglio” con un decreto, poi rapidamente fatto decadere e ritirato), il cui apprezzamento e riconoscimento vada ricompensato non con fiori, gioielli e proprietà provenienti dal proprio patrimonio personale e familiare, bensì, illegittimamente, posta non solo sul libro paga della comunità intera e con oneri assai elevati per lo Stato, ma addirittura investita di un ruolo istituzionale(che non è solo quello di deputato o senatore, considerato, ormai, il basso livello qualitativo umano, professionale, culturale, etico-civile e giuridico-penale dominante da tempo nel Parlamento italiano) assai in vista ed esposto, com’è quello di ministro e, quindi, con poteri decisionali e di spesa.Ciò costituisce in sé un fatto gravissimo e non per i motivi scandalistici che vi sottendono, bensì poiché è un violento e sonoro sberleffo alle Istituzioni ed esprime ed esplicita, se ce ne fosse ancora bisogno, quale sia la concezione, considerazione e valutazione della Cosa pubblica e delle Istituzioni democratiche, da parte del Cav. Berlusconi e della Sua Maggioranza.I cittadini, insomma, hanno dovuto assistere impotenti e, grazie all’attuale legge elettorale, senza possibilità di esercitare la loro sovranità di cui sono stati illegittimamente espropriati, per anni, a un continuo scadentissimo, spudorato e rabberciato, nonostante il prestigio dei ruoli e delle sedi in cui si rappresentava obolo politico all’avanspettacolo, alla pura e irrazionale esplosione delle pulsioni più primitive e arcaiche nei luoghi topici delle massime istituzioni democratiche (come dimenticare gli sputi, le aggressioni fisiche, le contumelie e il turpiloquio, il consumo di mortadella( e di stupefacenti), l’esibizione di cappi e forche nelle aule del Parlamento, gli espedienti, per carpire la buona fede del Presidente della Repubblica, orditi dalla maggioranza nella presentazione di decreti, in cui vengono inseriti “postumi” provvedimenti che si sapeva non sarebbero stati approvati e condivisi dal primo Garante della Costituzione Italia?!). E, nonostante questo, ebbene, (quando si suol dire “da che pulpito viene la predica!”), sì proprio questo stesso immondo e nauseante, macabro museo delle cere (anche per effetto dei ripetuti lifting, trapianti tricologici, massaggi, maschere e creme), campione incontrastato quanto ad impudenza, spudoratezza, indecenza, volgarità e perché no “spazzatura” manifesta e plateale, osa ora indignarsi per le espressioni usate da un comico e da un’attrice satirica in una pubblica piazza(che non hanno fatto che il loro proprio mestiere), volendo, in realtà, imbavagliare non solo tramite leggi ad hoc, l’informazione(vedi dispositivi contro le intercettazioni e la loro pubblicazione) e schedare, come nei tempi più bui della storia, addirittura bambini, solo perché di etnia rom, ma anche censurare la libertà di espressione e di critica dei cittadini comuni in uno spazio aperto a tutti, in cui ciascuno rappresenta solo se stesso, non viene garantito da alcuna impunità e immunità, non rappresenta nessuna istituzione o partito, ma parla a titolo personale.Si ha l’impudenza, così, di indicare l’eventuale pagliuzza negli occhi degli altri, senza voler vedere l’enorme trave che, da tempo, rende quasi orbi i propri; quando il “re è ormai nudo” (e con i tempi che corrono mai titolo è più idoneo) e senza più trono, bensì con un corroso e putrescente zerbino dal quale ancora si permette di legiferare, riducendo il Parlamento a mero esecutore delle sue, queste sì, psicotiche e farneticanti volontà(come dovrebbe interpretarsi, in uno Stato democratico, l’aberrante determinazione monocratica di un Presidente del Consiglio di bloccare una moltitudine di processi solo per suo interesse personale?).Si mira così a spostare l’attenzione da questo obbrobrio, vero e proprio mostro, da tale anomalia, emergenza e attacco alla Costituzione, “sparando a zero” contro due attori di spettacolo.Cari Berlusconi e Veltroni, PDL e PD, la deriva populistica e antipolitica non è attribuibile alla piazza, ma alla politica “piccola piccola”, meschina, inconcludente, trasversale in quanto tale, da Voi rappresentata e praticata.Il vero spettacolo che ha appestato il nostro intero Paese appartiene a Voi (ed è interamente Vostro), che da tempo calcate il palco della politica e del potere con i risultati esiziali che sono sotto gli occhi del mondo intero. La prima emergenza in Italia, non sono i rifiuti napoletani, ma la politica con la p minuscola e insignificante che viene da tutti i partiti.In questa “democratura” di Veltrusconi e Dalemoni non si vede discontinuità e differenza, manca un progetto politico alternativo alla Destra, perché la Pdl è un partito di Destra, ma soprattutto un chiaro indirizzo.Tra “coraggiosi”, “democratici davvero”, pullulare di associazioni e fondazioni come “red” e via dicendo, ciascuno, come al solito, cerca un suo personale spazio di agibilità, visibilità, potere, in un narcisismo ed egotismo da “prima donna” e da star hollywoodiana. Una cosa appare di per sè chiara che se in Italia esiste un caso così abnorme e unico in politica come quello di Berlusconi, con un gigantesco conflitto di interessi ben noto a tutti sin dagli esordi, ciò è da addebitare a tutta la Politica italiana e quindi anche al Centro-Sinistra, sia perché non doveva essere consentito per legge a Berlusconi, come a tutti quelli nelle condizioni del medesimo, di entrare in politica, sia perché il Centro-Sinistra, pur al governo per ben due volte, non ha messo mano ad una legge seria che rimuovesse questo cancro devastante definitivamente dal nostro sistema statale, che al momento, pertanto non può dirsi democratico.Se la comicità e la satira portano di per sé, come le stesse caricature, a forzare e rimarcare i difetti, le imperfezioni, esse, nel caso di piazza Navona, tuttavia, non hanno dovuto nemmeno far questo, non hanno esagerato, falsato né “inventato nulla”, sono state del tutto realistiche, attenendosi a fatti e situazioni, attingendo alla ricca e articolata di per sé attualità emergenziale politica, in cui c’è di tutto e di più, come in un vecchio spot della RAI.La satira e la comicità, ma io parlerei più opportunamente di umorismo pirandelliano, non sono che specchio della realtà(sarebbe sufficiente rileggere Aristofane e Petronio) e non sono mai oscene fine a se stesse e per conto proprio, in questo caso specifico, oscena è semplicemente la politica del nostro Paese che gli artisti si sono limitati a rappresentare, descrivere e commentare.Ad un occhio più educato e ad una sensibilità più raffinata, risorse umane e intellettuali che, evidentemente, non appartengono alla maggioranza dei politici italiani in carica, non è certo sfuggito e lo dico per chi era presente alla manifestazione, come non ci fosse in nessuno il ghigno di soddisfazione e godimento nell’esternare la “pochezza” dell’intera classe dirigente italiana, bensì, proprio secondo il più serio, dolente, amaro e riflessivo umorismo pirandelliano, emergesse evidente l’esigenza di interrogarsi sul perché l’Italia sia stata ridotta a questo stato comatoso e vegetativo, per andare alla ricerca di risposte, antidoti e inversioni di tendenza che non possono che partire dal basso, promuovendo la formazione di un’opinione pubblica consapevole e responsabile.Se la comicità, la satira, o meglio l’umorismo possono apparire un po’ forti e sopra le righe è perché la realtà ha superato ogni immaginazione, perché viviamo ormai in un mondo surreale e onirico di felliniana memoria. Non possono ritenersi offese a pieno titolo quelle innocue e dagli effetti nulli che avvengono e rimangono in un mero contesto artistico, bensì vanno interpretati come motteggio salace, sberleffo audace e sferzante contro il potere tout court, verso obiettivi scontati del potere politico e religioso per antonomasia da sempre oggetto privilegiato della satira e della comicità (propri della “satura lanx” latina) e cioè i simboli del potere politico e religioso , ma, diciamo la verità, quello che più rode è la critica al Pd e alla sua opposizione non hard ma soft, non certo rock, ma lenta, lentissima, quasi ferma e alla sua apertura al dialogo incondizionata. C´;è da indignarsi, invece, per come, sia il Presidente sia il Papa, vengano offesi giornalmente da quei politici che ne contestano l’autorevolezza, strumentalizzandoli biecamente ai loro fini (i falsi credenti, gli atei devoti, i farisei ecc. ecc.), facendosi scudo del loro ruolo e utilizzando il loro potere. Quei politici dalla doppia morale, liberale e trasgressiva nel privato( plurimi matrimoni con corrispettiva prole, uso di stupefacenti in privato, licenziosità e trasgressione di relazioni extraconiugali, concussione, corruzione ecc. ecc.) e rigida e intransigente pubblicamente (no alle coppie di fatto, detenzione per i consumatori di droga; no ai clandestini ecc. ecc.) che giungono ad avanzare (sempre “pro domo sua”), addirittura, la richiesta al Pontefice di consentire l’accesso al sacramento dell’eucarestia ai separati risposati. E’ proprio qui, nel sistema Italia, che è stato superato, da tempo e in modo sostanziale, ogni senso del limite e della decenza pubblica, cioè, prima di tutto sul piano squisitamente politico. Piuttosto che prendersela contro i comici e la satira, allora, a cui va riconosciuta e consentita la libertà di esprimersi e di criticare il potere qualunque esso sia di Destra, di Sinistra, laico o ecclesiastico( non vorrei che fossimo in prossimità di un altro famigerato editto bulgaro che vieti questa volta ai comici e agli attori di satira gli spettacoli nelle piazze!),occorre in quella direzione rivolgere la propria costruttiva e operativa indignazione, per porre dei paletti, opportuni contrappesi, equilibri, regole, misure e rinforzare gli argini, poiché ripetute esondazioni, tracimazioni, eccessi e abusi di potere rischiano di trascinare con sé i deboli e già picconati e destabilizzati pilastri della struttura democratica italiana. Ecco perché la Procura di Roma dovrebbe preoccuparsi di ben altro che aprire un’inchiesta sulla manifestazione di piazza Navona, “innocua” e del tutto civile e democratica, che va vista, letta e interpretata, soprattutto ed essenzialmente, dalla parte delle migliaia dei partecipanti giunti da tutt’Italia e che assume per ciò stesso un carattere squisitamente politico.I manifestanti di piazza Navona contestano il fatto che in questa “democratura” di Veltrusconi e Dalemoni non si veda alcuna discontinuità e differenza, come manchi, nell’opposizione del Pd, un progetto politico alternativo alla Destra, perché la Pdl è un partito di Destra, ma soprattutto, un chiaro e preciso indirizzo.Tra “coraggiosi”, “democratici davvero”, pullulare di associazioni e fondazioni come “red” e via dicendo, ciascuno, come al solito, cerca un suo personale spazio di agibilità, visibilità, potere, in un narcisismo ed egotismo da “prima donna” e da star hollywoodiana, senza una leadership condivisa e con un leader costretto a navigare a vista, guardandosi più dai cosiddetti amici che dagli avversari.I manifestanti di piazza Navona si dichiarano completamente fuori e lontani da questi giochi di potere e si dissociano dalle dichiarazioni dei vari capicorrente del Pd.E´;,infatti, a dir poco deprimente e sconfortante che, dopo la sonora sconfitta politico-amministrativa, l’on.le Rutelli, certamente comprimario di tale debacle, riprenda “flatus vocis” solo per proporre il cambio di alleanze e aprire all’Udc.I° Quesito d’obbligo: ma, insomma, non si era detto ed esibito a chiare lettere che il Pd sarebbe andato da solo, che era autosufficiente, che aspirava ad essere partito di maggioranza? Mai, come nel caso dell’Udc, “meglio solo che male accompagnato!!!”2° Quesito:e dove mettiamo, chiedo a Rutelli, Cuffaro?Gli Italiani sono un popolo molto paziente, o se si vuole indifferente, sopportano e hanno tollerato, da decenni, abusi, corruzione, degrado, ingiustificata violenza (vedi G8 di Genova, stragi di Stato, collusione mafia-politica-economia-finanza, attentati di magistrati, giornalisti, sequestri anomali come quello dell’on.le Aldo Moro, servizi deviati, massoneria coperta…) ma non bisognerebbe mai mortificare una nazione, mettere a dura prova ed esasperare il malcontento di un popolo, il suo evidente disagio sociale, il grave impoverimento personale e familiare, il malessere non solo economico ma psicologico, poiché a tutto c’è un limite, la misura potrebbe essere già colma e la richiesta di giustizia, equità, democrazia e risanamento si fa sempre più pressante anche per le tre classiche scimmiette che ripetono ottusamente:“io non vedo”, “io non parlo”, “io non sento”, dietro le quali non è difficile individuare l’intera classe dirigente attuale con tutte le sue innumerevoli caste al seguito, che sta ancora avvinghiata al potere e non vuole “mollarne la presa”, nonostante il disastro provocato, cedere la mano e tirarsi definitivamente indietro, nel suo privato.E poi, via, un minimo di decoro, l’Europa e il mondo guardano all’Italia esterrefatti, l’hanno posta ormai sotto osservazione costante, come gravemente ammalata…Concludo con un invito a tutti, me compresa, alla sobrietà, all’umiltà, all’autocritica e, possibilmente e, perché no, al silenzio riflessivo e meditativo, visto anche la prossimità del riposo agostano, ma, soprattutto ad esercitarsi nella demistificazione e nel saper distinguere, nettamente tra sostanza e accidente.A tal proposito riporto i lemmi corrispondenti, desunti dal Dizionario Devoto-Oli:- demistificare: ricondurre un fatto, un fenomeno, un evento alle sue reali proporzioni, mettendo in risalto le deformazioni di cui è stato oggetto;-sostanza: sinonimo di essenza, cioè l’aspetto o la parte essenziale o fondamentale, in contrapposizione a quanto è accessorio o marginale;- accidente, qualità di una cosa che può anche mutare o venir meno senza che l’idea della cosa ne venga modificata; fatto riconducibile all’ambito della pura contingenza o dell’imprevedibilità.A buon intenditor poche parole: l’attacco sostanziale ai poteri costituzionali viene ed è portato direttamente dalla stessa politica con le sue leggi e le sue pseudo-riforme:Non spostiamo, perfidamente, l’occhio dalla luna al dito che la indica, non critichiamo chi critica tutto ciò, tutto il resto è accidentale.Saluti da Hannah