Tesla e non Marconi inventò la radio

In estate, si sa, gli incontri sono favoriti. Così nella piazzetta d’Amantea mi diletto a parlare con Pasquale, coltissimo medico in vacanza. Mi parla di scienza “altra” e la mia fascinazione è totale. Fra le tante cose una in particolare mi stupisce e destabilizza per un istante l’idea che ho della natura stessa. Di ritorno a casa prendo ad investigare ed approfondire, e certo ormai della veridicità di quattro chiacchiere al bar regalo ai più di voi questo spaccato di autenticità.La storia, quella ufficiale, da sempre ci erudisce di un passato a volte stravolto e snaturato. Per questo motivo pochissimi conoscono quanto la genialità del croato Nikola Tesla regalò al mondo della scienza e all’umanità. Stupefacente la vita dello scienziato di Smilijan, sempre a cavallo fra il reale e l’extrasensoriale Tesla visse fra “incubi energetici” e invenzioni superlative. Era dotato di una memoria e di un ingegno portentosi, ereditati dalla mamma, una ricamatrice analfabeta che usava un filato da lei stessa ricavato dalle piante che coltivava. Laureato in Fisica e Matematica Tesla dedicò tutta la sua vita allo studio: voleva rendere scienza ciò che egli immaginava sin da bambino, vale a dire che viviamo immersi nell’energia. Schivo e senza alcuna pretesa d’arricchimento, egli fu derubato da Edison del compenso promessogli per aver dato un decisivo impulso alla progettazione della dinamo. Ma non venne per nulla ferito da questa prepotenza perché la “sua” scienza mirava unicamente al miglioramento delle condizioni dell’umanità, non ad altro. Egli contribuì con certezza a rendere ricchi e famosi uomini come Edison, Westinghouse e il nostro marchese Guglielmo Marconi. Sua è la scoperta della corrente alternata, anche se all’epoca della mirabile rivelazione a questa fu preferita la corrente diretta, più costosa ma già oggetto di ingenti investimenti da parte del gotha economico americano. Pure determinanti furono i suoi brevetti per l’invenzione del radar, che aveva già immaginato all’inizio della prima guerra mondiale, allorquando lavorò all’invio di onde radio ad alta frequenza per individuare da lontano natanti di varia natura.Proposto due volte per il Nobel Tesla rifiutò l’ambitissimo premio per motivi talmente alti quanto umanamente incomprensibili. Solo quattro mesi dopo la sua morte, nel giugno 1943, la Corte Suprema degli Stati Uniti riconobbe che lo scienziato croato era l’inventore della radio. E per gli increduli irriducibili è d’uopo sostenere quanto detto citando il numero dei brevetti, gli americani “patents”, che provano ciò: U.S. patents 645,76 e 649,621. Ma la scoperta più straordinaria Tesla non ebbe tempo e soldi per provarla. Il nostro era convinto che ci fosse un’inesauribile quantità di energia gratuita nell’aria, che egli per primo definì “etere”. In particolare pensava che tutta la ionosfera fosse intrisa di energia, cosicché cominciò a lavorare al progetto della trasmissione di energia elettrica senza fili costruendo, sul principio della radio, la monumentale Wanderclyffe Tower grazie ad un finanziamento del magnate J. P. Morgan. La “rifatta” scoperta nel 1901 da parte di Guglielmo Marconi spezzò le gambe a Tesla al quale furono tagliati i foraggiamenti economici perché si pensava che stesse lavorando sulle onde radio, cosa già da lui archiviata ma non detta o urlata abbastanza. Alla prossima vera storia…Ermanno Cribari