Toghe Lucane, verso l&acute&#59insabbiamento

L&acute&#59impianto di “Toghe Lucane” appare quanto mai solido&#59 nonostante Capomolla Magistrati smemorati e contraddizioni documentali di cui il Dr. Vincenzo Capomolla si disinteressa. Fosse stato per lui, nemmeno per Hermann Wilhelm Göring (trascritto anche Goering) vi sarebbero stati elementi idonei a sostenerne l&acute&#59accusa nel processo di Norimberga. Ma Capomolla non era ancora nato, il processo si tenne e Göring venne condannato a morte (si suicidò in carcere con una fiala di cianuro). Il paragone non appaia forzato. Sul piano giuridico, l&acute&#59operazione posta in essere dal Dr. Vincenzo Capomolla è aberrante. Altrettanto grave che nessuno prenda provvedimenti in materiaAl termine delle indagini preliminari, la procedura vuole che il Pubblico Ministero si pronunci chiedendo l&acute&#59archiviazione oppure il rinvio a giudizio per gli indagati. È persino inutile spiegare la ratio di una simile incombenza procedurale. Di solito la richiesta d&acute&#59archiviazione viene motivata con argomentazioni che spiegano l&acute&#59insussistenza del reato oppure con l&acute&#59impossibilità di sostenere l&acute&#59accusa in giudizio: quella che, più comprensibilmente, possiamo sintetizzare con “insufficienza di prove”. Quest&acute&#59ultimo è il caso della maggior parte delle archiviazioni chieste dal PM Vincenzo Capomolla nel procedimento penale cosiddetto “Toghe Lucane”. Per giungere alla “impossibilità di sostenere l&acute&#59accusa in giudizio”, il PM si è premurato di disaggregare e riaggregare i procedimenti penali, badando bene di perdere qualcosa per strada. Ma, oltre a questa che gli anglofoni definirebbero una “best practice”, il magistrato ha anche acquisito gli interrogatori degli indagati. Bisogna usare il termine “acquisito” perché, leggendoli, si ha l&acute&#59impressione che gli interrogati facciano tutto da sé, domanda, risposte, commenti e persino ironia. L&acute&#59avv. Emilio Nicola Buccico arriva ad irridere lo stesso PM Capomolla quando gli dichiara papale papale:“I magistrati, tutti – non lo so se lei sia una eccezione – fanno esposti. È una cosa da malati mentali”. Se non lo sa Buccico, figurarsi se lo sappiamo noi. Certo è che raramente è dato assistere ad un interrogatorio in cui il magistrato consente all&acute&#59indagato simili affermazioni denigranti l&acute&#59intera magistratura senza nemmeno accennare ad un ammonimento. Piuttosto, a beneficio dei neofiti dei procedimenti giudiziari e di quanti i preoccupano che Toghe Lucane finirà in una bolla di sapone, dagli atti depostati dal PM Luigi de Magistris (nonostante Capomolla) emergono migliaia di pagine di evidenze documentali e di testimonianze autorevoli che sarà impossibile convincere il Gip della mancanza degli elementi per sostenere l&acute&#59accusa in giudizio. Gli stessi indagati, che hanno riempito centinaia di pagine di dichiarazioni e migliaia di pagine di documenti allegati per discolparsi da quanto era emerso durante le indagini preliminari, confermano l&acute&#59esistenza di una mole di indizi, prove e documenti tali per cu l&acute&#59unico organismo deputato alla valutazione di siffatto impianto procedurale è proprio il Tribunale. Stupisce che magistrati esperti (indagati per gavissimi reati in Toghe Lucane) abbiano fornito per sé stessi una difesa “nel merito”&#59 aspetto tipico del giudizio davanti al Tribunale piuttosto che della valutazione del Giudice per le Indagini Preliminari. Come è possibile che la testimonianza del Dr. Colella, magistrato che ha denunciato le pressioni ed i tentativi di condizionarlo da parte del Proc. Capo Dr. Giuseppe Chieco, non sia sufficiente a sostenere l&acute&#59accusa in giudizio contro lo stesso Chieco? Come è possibile che Capomolla ritenga di chiedere il rinvio a giudizio per Vincenzo e Marco Vitale con il sindaco di Policoro, Nicolino Lopatriello, per gli abusi ed i reati relativi alla realizzazione della città lagunare “Marinagri”, e mandare in archivio la pratica per Giuseppe Chieco e Paola Morelli che quello stesso procedimento avevano archiviato ignorando le informative della Polizia Giudiziaria e dei Periti d&acute&#59Ufficio? Innumerevoli le contraddizioni (anche documentali) nelle dichiarazioni rese dagli indagati al Dr. Vincenzo Capomolla che non rileva nemmeno le evidenti contraddizioni che emergono nell&acute&#59ambito del singolo interrogatorio. Fra tutte, solo per dare un esempio facilmente comprensibile, l&acute&#59autorizzazione concessa dal Dr. Giuseppe Chieco il 30 gennaio 2007 all&acute&#59accesso e copia di un documento “riservato” richiesto da Vincenzo Vitale. Il 27 gennaio di quello stesso anno (solo tre giorni prima) Giuseppe Chieco aveva saputo di essere coindagato col signor Vincenzo Vitale di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari. Nella richiesta, peraltro riguardante un documento redatto dai Carabinieri di Policoro e strettamente inerente il procedimento penale che li vedeva (Chieco e Vitale) “associati per delinquere con la finalità della corruzione in atti giudiziari”, Vitale scrive di essere già stato autorizzato all&acute&#59accesso nel marzo del 2006: Chieco autorizza. Ma, un rapido controllo ed ecco emergere un documento proprio del marzo 2006 in cui si nega, per motivi di riservatezza, la conoscenza e l&acute&#59accesso a quegli atti. Inutile dire che il diniego era a firma del Dr. Giuseppe Chieco.Pubblicato da Filippo de Lubac