'Turiscalabria' il portale dei misteri

La Calabria è sicuramente una Regione a vocazione turistica, ma pur investendo milioni di euro in comunicazione i risultati sono più che deludenti. Ma siamo certi che le risorse sono ben impiegate? E i soldi dei cittadini ben spesi? Molte perplessità sorgono facendo un giro su internet, oggi vera bussola dei flussi turistici, e le sorprese non mancano davvero. Con non poca difficoltà si individua il portale ufficiale turistico della Regione Calabria, “turiscalabria.it” all’apparenza sembra simile a tanti altri a costo zero o quasi che sono online, ma a veder meglio è pure peggio. Un milione di euro. Questa è almeno la cifra, resa nota ufficialmente dall’Assessorato al Turismo guidato all’epoca dal diessino Nicola Adamo. In realtà la cifra ufficiale è arrotondata per difetto, la cifra che emerge dagli atti ufficiali per l’affidamento della progettazione, realizzazione, installazione, gestione e manutenzione del progetto denominato «Turismo in rete»  è notevolmente più alta: 1.366.899 euro. Una cifra spropositata per un portalino che nella sua fase iniziale aveva riciclato le informazioni presenti sul sito della Telcal, calabriaweb, niente di innovativo, ma soprattutto niente di nuovo la vicenda puzza di bruciato ad un miglio. A meglio vedere secondo quanto previsto nello schema di contratto contenuto nel decreto,  il gruppo affidatario dell’appalto si è impegnato sostanzialmente a realizzare: la costituzione di una redazione permanente che responsabile del reperimento delle informazioni e del costante aggiornamento del sito; l’analisi del contesto e la mappatura delle attività produttive riconducibili alle attività turistiche esistenti nelle regioni Calabria e Basilicata (trattandosi di un progetto interregionale) a proposito il pulsante regione Basilicata non funziona, ma cosa ancora più grave è che pare il sito lucano non esista; A realizzare il portale è Alos Comunication, società romana di cui è responsabile Pier Luigi Aymerich. vicino ai Ds, legatissimo in particolare al ministro dello Sport Giovanna Melandri della quale ne ha curato il sito personale oltre ad essere stato mandatario elettorale dell’ex ministro dei Beni culturali.  E’ evidente senza entrare nei tecnicismi del web, che il sito ancora oggi risulta non operativo in molte funzionalità previste o che si appoggia a siti esterni per offrire dei servizi, per non parlare delle incongruenze nei contenuti, mistero poi sulla sua scomparsa dalla rete per un periodo per tornare solo dopo la denuncia della sua sparizione. Questa è stata un ulteriore operazione opaca, messa su dalla Giunta Loiero, che con superficialità ha sperperato e continua a sperperare denaro pubblico, giusto per avere una conferma abbiamo interpellato alcune società operanti nel settore che si sono dette disposte a riprogettare il portale stesso, implementandolo con numerose nuove funzionalità con una spesa che va dai 6.000,00 ai 30.000,00 euro, ci chiediamo allora che strada hanno preso di fatto il milione e passa euro pagati dai cittadini?