TURISMO E AMBIENTE IN CRISI

TURISMO E AMBIENTE IN CRISI:DI CHI LE RESPONSABILITÀ?LE ACCUSE DI FARE VERDEL’estate 2006, almeno quella canonica delle ferie di massa, è finita I pochi turisti che coraggiosamen&#45te avevano scelto la Calabria ed in modo particolare le coste della provincia di Cosenza, sono andati via. Sono rimasti i problemi irrisolti o malamente affrontati di sempre e la delusione degli imprendito&#45ri turistici locali che non hanno nulla da gioire per l’andamento della stagione estiva.Mentre da un lato vi è stato il gran balletto delle cifre e delle analisi (Goletta Verde di Legambiente smentita da Arpacal e viceversa) dall’altra il fallimento, ennesimo, dei battelli pulisci&#45mare che aveva&#45no la grande presunzione di rendere il mare più pulito raccogliendo qualche sacchetto di plastica o qualche bottiglia però a centinaia di metri dalla riva mentre il fondale in prossimità della costa era “soffocato” dalla melma e dall’inquinamento di origine biologica (data l’assenza di insediamenti pro&#45duttivi industriali) . Anche la grande quantità di meduse presenti sotto costa sono un chiaro indicatore non solo dell’innalzamento della temperatura dell’acqua ma anche della forte presenza di fosfati e ni&#45trati, ossia elementi di cui i detersivi domestici sono pieni e da cui le meduse vengono attratte. Non vi è stato giorno in cui le cronache dei quotidiani non hanno riportato denunce e lamentele di turi&#45sti e bagnanti impossibilitati a fare il bagno per la colorazione non propriamente azzurra e limpida che l’acqua assumeva. Sia per il versante ionico sia per quello tirrenico. Abbiamo esplorato più volte tra luglio ed agosto i fondali della costa tirrenica e ionica e, salvo spingersi a molte miglia dalla costa, era difficile in molti casi vedere il colore delle rocce ricoperto da una coltre di melma che non era pro&#45priamente sabbia, bensì fango.Non è certo con la messa in funzione di alcuni depuratori dei comuni sulla costa che si può affrontare in maniera seria e programmatica una tale situazione di sfacelo ambientale e quindi turistico&#45economico. Sono tanti i comuni che non dispongono di impianti di sollevamento o di depuratori situati a monte rispetto agli insediamenti abitativi. Sono ancora molti, per non dire la quasi totalità, gli affluenti diretti che depositano nel mare alte quan&#45tità di inquinanti perchè a loro volta oggetti di scarico di ogni sorta di materiale, così come da Fare Verde Cosenza più volte segnalato e denunciato. La messa in funzione dei depuratori non ha certamen&#45te risolto un altro dei problemi che è quello dello scarico dei reflui della depurazione che, avvengono in prossimità della costa e non al largo in modo da favorirne la dispersione e la trasformazione attra&#45verso l’azione delle correnti marine. Chi controlla?