Un Mare da Bere

Nella calura delle ore morte, quelle che d’estate generalmente contraddistinguono l’intervallo temporale che va dalle 13.00 alle 17.30, molte persone si dedicano alla celebrazione del rito della “pennichella”. Molte persone appunto, non tutte, non il sottoscritto. Sempre smanioso di nuove esperienze e mosso dallo spirito festaiolo di questi giorni mondiali, ho cercato, nella frescura della mia cantina, di riesumare l’orgoglio patriottico di bandierine e magliette stipate e bloccate all’interno del vecchio baule dei ricordi con serratura difettosa. Conscio di muovermi sotto la guida di San Gennaro (Gattuso) che ha rinvigorito la mia volontà a non darmi per vinto di fronte alle avversità, mi sono ingegnato, e con un piede di porco (il mio) ho aperto a suon di calci il danneggiato mobile. Con mia somma sorpresa, sotto al coperchio, oltre al tesoro azzurro&#45rosso&#45bianco&#45verde, ho ritrovato il registratore portatile con il quale andavo a seguire gli eventi che più mi interessavano e dei quali volevo serbare un ricordo rivisitabile, e con ancor maggiore stupore ho ritrovato al suo interno una minicassettina arrecante la scritta “estate 2005”.Con il groppo in gola ho premuto il pulsantino “play” e mi sono messo, in religioso silenzio, ad ascoltare quello che, non più di un anno fa, avevo reputato interessante. Dopo una lunga serie di schiamazzi e di risate, la testina del supporto ha iniziato a leggere quello che tecnicamente viene definito “nero”, una pausa di circa dieci secondi, poi improvvisamente una voce dal tono quasi onirico annunciava:“Ci scusiamo con tutti i turisti e gliabitanti, ma promettiamo che quello della Calabria in futuro sarà un mare da bvdzz..bizz..ere”. Purtroppo le prime lettere di questo verbo all’infinito che concludeva l’intervento non sono state registrate, e dato che tutto il resto era perfettamente udibile ne ho dedotto che il problema non era del mioregistratore, bensì del microfono con il quale veniva intervistato il soggetto assai importante ed eminente della nostra politica regionale.Allora ho finalmente ripreso coscienza sui fatti che un anno fa mi erano sembrati d’ordinaria amministrazione ed ho capito. Ho capito che la mia facoltà di linguaggio per sopperire alla mancanza di senso veicolata da quel verbo, ne ha sovrascritto la traccia mnemonica, sopperendo alla carenza con l’aggiunta di due lettere: “BE”&#59 che ne hanno favorito lapercezione. La frase, infatti, all’interno del mio ricordo suonava così: “Ci scusiamo con tutti i turisti e gli abitanti, ma promettiamo che quello della Calabria in futuro saràun mare da BERE”.“DA BERE”? Quale infelice interpretazione! Oh me dannato che per poco non m’indignavo contro i nostri promettenti politici!(…) Successiveriletture con aggiunta di nuovi sensi mi hanno ridato fiducia nelle istituzioni regionali.Siccome mi sono reso conto che siamo stati in parecchi ad aver dato una infelice interpretazione a quelle parole, vorrei condividere con quanti stanno leggendo, le prime sei vie alternative che la mia mente, più matura di un anno, ha suggerito al mio spirito combattivo ed intransigente per favorirne la calma.1° Ipotesi: UN MARE DA PERESi tratta di una frase che racchiude in sé tre significati. Il primo riguarda il fatto che con l’acqua marina calabrese, dato l’alto tasso di liquami in essa contenuti, si possonoconcimare tutti i peri presenti nella sibaritide ed in ogni zona fertiledel nostro glorioso territorio regionale. Target del messaggio: Gliagricoltori e gli alberi di pero.Il secondo invece snocciola la sua essenza ogni domenica pomeriggio, allorquando sull’acqua si vedono galleggiare, oltre alle ormai famose buste nere e bucce di cocomero, i torsoli delle pere che ogni famiglia per bene include nel pranzo sulla spiaggia. Target del messaggio: Nuclei familiari accalorati e sudati.La terza, forse meno praticabile, è da considerarsi allucinogena: è fatto risaputo che le “pere” simbolicamente raffigurano le siringhe usate dai tossicodipendenti per iniettarsi l’eroina&#59 per cui è facile pensare che dopo un bagno nel mare calabrese il bagnante si senta strano al punto di poter pensare di cadere vittima di un overdose. La portata sociale di questo messaggio è encomiabile, favorirebbe infatti la lotta allo spaccio di stupefacenti e trancerebbe i ricavi della ‘ndrangheta.Target del messaggio: gli sballini ed i tossicodipendenti.2° Ipotesi: UN MARE DA SEREPiù semplice della prima in quanto riguarda il solo impatto visivo. Dato infatti per insanabile l’inquinamento marino, le istituzioni propongono visite guidate alle spiagge calabresi in un orario che va dalle 22.00 alle 4.00 del mattino, intervallo di tempo nel quale il mare appare nero ed è impossibile vedere galleggiare le schifezze che di giorno appaiono vergognose. Target del messaggio: le coppiette romantiche in cerca d’intimità.3° Ipotesi: UN MARE DA FIEREIl termine è un po’ desueto ma designa le bestie.Dante prima di poter entrare nell’Inferno ne deve affrontare tre: la lonza, il leone e la lupa. Significache soltanto esseri infernali, abituati al sozzume dello Stige, possono godere le acque calabresi in santa pace. Target: diavoli e arcidiavoli in ferie.4° Ipotesi: UN MARE DA SCHIEREDi soldati, naturalmente. Perché solo in Normandia si sono visti più cadaveri galleggiare sulle acque, e la Calabria si sa, ai primati ci tiene. Target: i generali in odore di colpo di stato.5° Ipotesi: UN MARE DA USCIEREDedicato a quanti si sono trovati in casa parenti ed amici, attratti dal sole e dal mare calabresi, che dopo aver portato in casa valigie ed effetti personali sono scesi in spiaggia voltandosi immediatamente pertornare alla salubrità dello smog lasciato in città. L’usciere è proprio l’autoctono calabrese che ha visto entrare ed uscire il turismo in una manciata di secondi. Target: gli albergatori e i proprietari di strutture turistiche.6° Ipotesi: UN MARE DA BARBIERECalabresi mi raccomando, se questa dovesse essere l’ipotesi giusta munitevi di forbici ed attestato di partecipazione a qualche corso regionale per parrucchieri, perché dopo il primo bagno al mare, anche il più calvo tra gli uomini noterà una ricrescita dei propri capelli favorita da tutte quelle componenti chimiche che, in sospensione o meno, infestano le nostre azzurrissime acque. Target: manco a dirlo, i barbieri.C’è un’altra ipotesi che infesta come uno spettro la mia mente, la quale però essendo suggerita da quel foscoliano “spirto guerrier ch’entro mi rugge” viene tenuta in minore considerazione, ma che per dovere di cronaca mi sento d’esternarVi: 7° Ipotesi (o ipotesi del maligno): UN MARE D’AVERETrattasi di una questione delicata inerente i finanziamenti chiesti ed ottenuti per il rifacimento di condotte e depuratori. Tutti questi “averi” che come un mare si sono riversati sulla nostra terra sono serviti? Sono stati usati? Se si, perché allora siamo di nuovo allo stesso punto di un anno fa? Se no, perché si è parlato di svolta nella storia amministrativo&#45politica regionale? Target: il cittadino calabrese.Spero che tutto ciò possa servire quantomeno a ricordare.