Una vile cialtronata, contro de Magistris

Non può considerarsi che una vile cialtronata, l'imbrattamento della targa dell'ufficio di de Magistris a Catanzaro, città peraltro che non lo ha mai amato, città che vive di affari regionali, dai fitti, alle consulenze, agli incarichi temporanei, agli appalti. De Magistris ha disturbato tutta quell'economia affaristico-massomafiosa legata alla macchina regionale, ma soprattutto alle ingentissime risorse che essa gestisce. Nei momenti più caldi della vicenda Why-not dinanzi al tribunale della città capoluogo, ci siamo ritrovati in pochi anchi pochissimi, oltre ad una decina di cittadini residenti, il sottoscritto, Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Aldo Pecora, Rosanna Scopelliti, Antonella Grippo, Carlo Vulpio e pochissimi altri ancora, questo era l'atmosfera che si respirava. Mentre Cosenza reagiva con una manifestazione che contava la presenza di oltre seimila persone, e con l'adesione importante di singoli politici di ambo gli schieramenti, e forze sindacali di sinistra. Nulla di campanilistico, solo una triste constatazione, in questo contesto ambientale va letto l'atto vigliacco compiuto oggi. Niente da meravigliarsi in questa regione o si sta dalla parte della politica-business o si è indifferenti a tutto, oppure ci si innamora dei simboli, pochi a dire il vero, ma l'operato di Luigi de Magistris aldilà di quelli che saranno i risultati dei procedimenti in corso, dopo gli opportuni aggiustamenti dei poteri forti attivissimi in questo periodo, è entrato nelle coscienze di molti calabresi, ha toccato l'anima, ha entusiasmato, ha riacceso la fiaccola della speranza, ha attivato un processo irreversibile che nessun atto vile  o denigratorio potrebbe cambiare, da qualunque parte provenga.