VIVA LA CASTA! di Sandro Ruotolo

VIVA LA CASTA!Sempre più in basso il consenso per il governo Prodi come ci ricorda Renato Mannheimer sul Corriere della Sera di oggi. Dal 41,8 per cento di giudizi positivi di un anno fa al 25,3 per cento di oggi. E neanche i leader se la devono passare bene. Ben ha fatto Beppe Grillo a contestare il presidente della Camera Fausto Bertinotti. Il leader maximo di Rifondazione comunista aveva chiosato, nel giorno in cui erano state diffuse le conversazioni tra Silvio Berlusconi e l&acute&#59ex direttore generale della Rai Agostino Saccà, che “le intercettazioni rese pubbliche sono una violazione dei diritti individuali del cittadino e della persona, chiunque tocchino. Non esiste pubblicazione di intercettazioni buone o cattive, sono tutte cattive”. No, caro presidente Fausto, non si è violata la privacy tra due privati cittadini. Pubblicare quelle conversazioni non è stato un atto barbarico. La barbarie è nei contenuti di quelle chiacchierate. Le intercettazioni servono alle indagini e l&acute&#59opinione pubblica ha il diritto di conoscere i contenuti di conversazioni che, in questo caso, secondo l&acute&#59accusa formano le prove: non si è violato nessun segreto investigativo e non si è sceso nel “gossip”. Si è attesa la conclusione delle indagini, quando cioè tutte le parti erano a conoscenza dei contenuti delle telefonate, prima di renderle pubbliche. Dice il professor Vittorio Grevi che nelle conversazioni tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà “ci sono elementi significativi che fanno pensare che tra i due interlocutori ci sia stata una promessa di vantaggi che è stata accettata. E questo intreccio tra promessa e accettazione basterebbe di per sè a costituire corruzione”. E&acute&#59 come se i cronisti che si occupano di un delitto non potessero scrivere o far sentire la testimonianza di un testimone. Non c&acute&#59è “gogna mediatica”, c&acute&#59è solo il diritto&#45dovere di informare l&acute&#59opinione pubblica. Il punto vero è un altro. Adesso la Rai deciderà il futuro aziendale di Agostino Saccà che rischia il licenziamento. Silvio Berlusconi invece resterà al suo posto perchè eletto democraticamente. Lui come gli altri inquisiti del parlamento. Viva la casta!