Why-not esiste e come!

Non si è fatta attendere la risposta dei sostituti procuratori generali Eugenio Facciolla e Massimo Lia, i quali hanno avviato le opportune azioni a difesa dell'impianto accusatorio messo su da de Magistris, contro le decisioni della Mellace che ha demolito il tutto. Tra i prosciolti l'europarlamentare del Pd Mario Pirillo, il deputato nazionale del Pdl Giovanni Dima, l'attuale assessore regionale Pino Gentile, il sottosegretario regionale alle Riforme Alberto Sarra e l'ex assessore regionale Diego Tommasi. Con loro Nadia Didonna, Roberto Fusco, Francesca Gaudenzi, Emilio Innocenzi, Emilia Intrieri, Domenico Lemma, Pier Luigi Leone, Rocco Leonetti, Renato Pastore, Antonio Pizzini, Cristina Sanesi, Michelangelo Spataro e Luciano Vigna. Ma il 'sistema Saladino' esiste, e risulta ampiamente provato dal materiale del processo”, hanno affermato i due pg descrivendo un “sistema assolutamente trasversale“, basato sulla “miniera d'oro” dell'esternalizzazione di servizi alla ditta privata, la quale puo' utilizzare tutto il personale che vuole, consentendo di aggirare il divieto di assunzione nell'ente pubblico. Un sistema in cui, dunque, la Regione garantisce di elargire il finanziamento se la ditta poi, per eseguire il progetto finanziato, assume i lavoratori segnalati dal politico che ne ottiene un ritorno in termini clientelari. Certo la polemica infuria, anche sulla serenità del Gup che con le sue decisioni ha di fatto dichiarato inesistente la Loggia di San Marino, e molti dei reati ad essa collegati, si chiacchera per il presunto coinvolgimento del compagno nelle vicende raccontate puntulamente da de Magistris, e poi dagli altri PM ai quali è stato affidato lo spezzatino Why-not.  Insomma per il Gup fuori i nomi noti rimane qualche personaggio di secondo ordine, giusto per non cancellare del tutto anni di lavoro di numerosi PM.