Cosenza per la Palestina, la piazza c’è ma le coscienze restano sopite

di Giorgio Durante

Qualche migliaio di persone hanno partecipato alla manifestazione in solidarietà con il popolo palestinese. Una presenza significativa, ma non proporzionata a un’area metropolitana di oltre 150.000 abitanti.

Cosenza ha risposto, ma a metà. La piazza era gremita di migliaia di persone che hanno manifestato per chiedere pace e giustizia in Palestina, ma il dato rimane insufficiente se rapportato al bacino metropolitano che conta più di 150.000 abitanti. L’impressione è che la città, pur colpita dalla gravità del conflitto, non abbia ancora trovato la forza di un risveglio collettivo.

La comunità cosentina, da tempo, appare anestetizzata: una realtà dormiente, trascinata passivamente da una politica autoreferenziale che ha smantellato sanità e welfare, lasciando i servizi essenziali al minimo. Tutto passa sotto silenzio, tra l’aumento dell’astensionismo e il consolidarsi di potentati clerico-massomafiosi che svuotano il valore stesso del suffragio universale.

Prebende distribuite ad hoc, centinaia di consulenze inutili e l’uso distorto dei contributi europei condizionano da decenni il voto, blindando una classe dirigente inetta e affarista. Un sistema in cui le promesse contano ancora più dei fatti, e dove la partecipazione civile sembra soffocata da rassegnazione e calcoli clientelari.

Eppure, di fronte a quello che molti definiscono senza esitazioni un vero e proprio olocausto in corso, le coscienze non si sono ancora svegliate. Le immagini di morte, le ingiustizie e le macerie che arrivano quotidianamente da Gaza sembrano non bastare a scuotere un’opinione pubblica che preferisce distogliere lo sguardo piuttosto che rivendicare dignità e giustizia.

La manifestazione di ieri resta dunque un segnale, importante ma non sufficiente: la piazza c’è, ma il risveglio collettivo deve ancora venire.